Letteratura Storia

Viaggio fra i megaliti di Malta: storia di un innamoramento

megaliti di malta

Giovedì 22 novembre alle ore 18 la geoarcheologa ravennate Monica Piancastelli presenterà la sua guida narrata sui megaliti di Malta presso la libreria Feltrinelli di Ravenna. Abbiamo conosciuto Monica in occasione delle meraviglie segrete, quando ci ha mostrato i suoi giocattoli della tradizione popolare, e oggi ci racconta in anteprima “Malta: le grandi costruzioni preistoriche: un archeologo racconta”, il suo libro edito da Polaris, che con la voce di Luigi Maria Ugolini ci accompagna alla scoperta delle costruzioni più antiche del mediterraneo.

Cosa sono i megaliti di Malta e come sono stati costruiti?

I megaliti di Malta sono costruzioni preistoriche alte fino a 8 metri, realizzate in un’epoca in cui non esisteva neppure la ruota. Oggi chi parte per Malta lo fa per lo più per seguire corsi d’inglese o per il mare. Io credo però che il primo motivo dovrebbe essere proprio il desiderio di scoprire queste costruzioni, che sono millenarie, più antiche delle piramidi e Stonehenge.
Queste costruzioni sono nate da un’enorme sforzo della collettività. Non sappiamo se ci fossero dei clan all’interno della società maltese, ma possiamo essere certi del fatto che delle costruzioni del genere necessitano di un’organizzazione sociale significativa. Basti pensare ai metodi di trasporto o agli approvvigionamenti.
Queste costruzioni dovevano avere una grande importanza per la collettività, legata non solo al lato spirituale (preferisco infatti non usare mai la parola “templi”), ma anche all’attività quotidiana e alle tappe fondamentali della vita dei maltesi.

Monica Piancastelli presso i megaliti di Malta

Che cos’ha di diverso la tua guida da quelle che un turista potrebbe trovare in un qualsiasi bookshop?

Nei bookshop maltesi esistono testi in inglese molto approfonditi che non attraggono il turista medio. Questo libro, invece, vuole essere una guida narrata che accompagni con semplicità il lettore attraverso i megaliti di Malta, ma che allo stesso tempo gli fornisca un quadro chiaro e completo di queste straordinarie costruzioni preistoriche che meritano di essere viste e comprese.

Come hai scoperto i megaliti di Malta?

La mia guida narrata nasce da un innamoramento per il grande archeologo romagnolo Luigi Maria Ugolini, vissuto in epoca fascista, che, al di là dell’apparenza ideologica e degli scopi politici, ha documentato con rigore scientifico i megaliti di Malta, dimostrando grandi abilità fotografiche e descrittive. Dallo studio delle sue ricerche è esplosa la voglia di partire per Malta e vedere con i miei occhi ciò che lui aveva visto e descritto. Dopo 4 viaggi a Malta ho sentito l’esigenza fortissima di scrivere questo libro e ho deciso di assecondarla vestendo i panni di Ugolini.

Monica-Piancastelli---Megaliti-di-Malta

Come pensi che reagirebbe Luigi Maria Ugolini nel leggere la tua guida narrata?

Sarebbe sicuramente contento degli enormi progressi che sono stati fatti nelle metodologie di ricerca. Sono cambiati i metodi di datazione e di scavo, che sono diventati un lavoro di equipe a cui contribuiscono nuove figure, come l’antropologo e il geologo, e in cui le competenze umanistiche e scientifiche si compenetrano.

Durante i tuoi viaggi e i tuoi studi, hai scoperto degli errori negli studi di Ugolini?

Assolutamente no, anche a distanza di decenni da Ugolini c’è solo da imparare. Occorre solo tener presente, quando si affronta la lettura dei dati scientifici e le conclusioni di Ugolini, che egli voleva, in un certo modo, corroborare la tesi di una superiorità della civiltà mediterranea sulle culture nordiche, non bisogna dimenticare infatti il contesto politico italiano degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso ma ciò non inficia il suo lavoro.

 

Nella guida narrata Ugolini lamenta la poca attenzione dei maltesi nei confronti dei megaliti al tempo in cui lui ha fatto i suoi studi. È ancora così?

Ugolini racconta che gli abitanti dell’isola usavano le pietre più piccole dei megaliti per costruire i muretti a secco a divisione dei campi coltivati. Ma questa in realtà era una cosa normalissima. Il riuso del materiale è avvenuto sempre e ovunque nel corso dei secoli. Anche in Italia ci sono tanti esempi… Oggi i maltesi hanno grande cura del loro patrimonio. Sarebbe bello, però, se dessero ai loro musei una connotazione più didattico scientifica, in modo da attrarre e coinvolgere maggiormente i turisti.

Se un turista avesse pochissimo tempo, in quale sito dovrebbe assolutamente andare?

L’ipogeo di Ħal-Saflieni. Si tratta di un sito unico al mondo. Bisogna prenotare la visita almeno tre mesi prima, perchè possono entrale al massimo 15/20 persone al giono. È una sorta di labirinto monumentale sotterraneo, ma in effetti è una necropoli in cui l’architettura ripete modelli di alcune strutture in superficie. Qui è stata ritrovata la sleeping lady, una statuetta bellissima che varrebbe da sola il viaggio verso Malta. Rappresenta una donna addormentata su un fianco. È come se dormisse. Ha il corpo obeso e indossa una gonna a pieghe, una decorazione tipica delle statue maltesi. Oggi si trova al Museo Archeologico di La Valletta e credo che, come altre statue, potrebbe aver ispirato l’artista colombiano Botero!

E se il nostro turista si innamorasse dell’ipogeo e avesse voglia di vedere altri siti, quali gli consiglieresti?

Tarxien, le cui attività erano probabilmente legate a quelle dell’Ipogeo,di Hal Saflieni, Hagar Qim, Mnajdra e Ggantija sull’isola di Gozo. Non molto distante da quest’ultima esiste un’altra necropoli  sotterranea ( non visitabile) in cui sono stati trovati i resti di circa 8000 individui. Bellissimi reperti si trovano nel Museo vicino. Gli antichi forse avevano più presente il fatto che la morte fa parte della vita, come racconta Ugolini immaginandoo un corteo funebre.

Qual è il punto di forza di una guida narrata?

La mia guida narrata segue uno dei percorsi dell’Archeologia Pubblica, già presente in America dagli anni ’70 e da molto meno in Italia;  si tratta della comunicazione archeologica   che si sviluppa, ad esempio, nei percorsi museali e nel Storytelling come strumento di divulgazione scientifica. Personalmente sono arrivata da sola a questo tipo di approccio che ha poi dato vita a questo progetto. Sono convinta che dall’unione di competenze scientifiche e competenze umanistiche si possano creare dei percorsi didattici capaci di coinvolgere e interessare un numero sempre maggiore di persone.

Informazioni sull'autore

Adriana Giombarresi

Adriana Giombarresi

Lettrice vorace di libri (soprattutto di quelli di Camilleri), amo disegnare, sia con matite e colori, sia con il prezioso aiuto di Illustrator e famiglia.