Teatro – WeeKra http://weekrablog.altervista.org Cultura in condivisione. Fri, 11 May 2018 14:23:47 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.3 Il viaggio nel tempo dell’Uomo a Vapore http://weekrablog.altervista.org/2018/04/viaggio-uomo-vapore/ Thu, 12 Apr 2018 07:00:01 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2998 "Uomo a Vapore" è uno pseudonimo e uno spettacolo. Uno pseudonimo per Fiorenzo Mengozzi, batterista e percussionista. Uno spettacolo sempre per lui, Fiorenzo Mengozzi, che ha deciso di scalare un livello facendo una scommessa contro se stesso: mettere in scena la sua idea, la sua riflessione.

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Uomo a Vapore è uno pseudonimo e uno spettacolo. Uno pseudonimo per Fiorenzo Mengozzi, batterista e percussionista prestato a vari ed eventuali generi. Uno spettacolo sempre per lui, Fiorenzo Mengozzi, che ha deciso di scalare un livello facendo una scommessa contro se stesso: mettere in scena la sua idea, la sua riflessione.
Se il nome vi suona familiare, ecco il perché: abbiamo conosciuto l’Uomo a Vapore prima di conoscere Uomo a Vapore. Chiaro? No? Leggete l’intervista che abbiamo fatto proprio a lui, Fiorenzo Mengozzi, per rinfrescarvi la memoria.
Poco dopo aver fatto due chiacchiere con l’autore, abbiamo assistito alla replica andata in scena sabato 3 marzo, al Teatro Socjale di Piangipane. E non siamo rimasti delusi.

uomo-a-vaporeIn questo spettacolo c’è tutto: c’è il passato, c’è il presente, c’è perfino una timida occhiata al futuro. Ma in particolare ci sono due elementi che convivono e si reintegrano a vicenda: musica e parole. Due facce della stessa medaglia in questo caso, entrambe ben calibrate per non peccare di squilibrio in nessuno dei due sensi.
Uomo a Vapore è uno spettacolo musicale, non musicato: la colonna sonora si sposa con le parole di Roberto Mercadini, non a caso nate dalle suggestioni e dai pensieri di chi per primo – Mengozzi – è partito realizzando un insieme di musiche e suoni che solo in seguito sarebbe diventato un vero e proprio spettacolo.

Un’avventura interessante, uno spunto di riflessione, un bel viaggio nel tempo e, attraverso alcuni testi, anche nello spazio. I suoni meccanici riprodotti nel corso dello spettacolo trascinano l’attenzione alla realtà, mentre si mescolano alle suggestioni dei musicisti. Intanto, un ironico, creativo e divertente Mercadini si cimenta con gli stessi temi che hanno ispirato l’idea stessa alla base di Uomo a Vapore.
Che ne sarà di noi? O piuttosto, che ne è di noi…adesso?

Attraverso aneddoti personali, storie di documentazione, riflessioni pure e semplici, Mengozzi e Mercadini ci trasportano con abilità e gradualità al loro punto di vista, quello più giusto: una sana via di mezzo. Non automi, non trogloditi. In pari, sebbene con il beneficio del dubbio. Ma come fare?
uomo-a-vaporeQuello della tecnologia e del suo impatto sulla società è un argomento spinoso e profondo, su cui gli accademici di tutto il mondo spendono parole e pagine. Noi, per una sera, l’abbiamo affrontato con la musica.

Quindi, qual è la risposta? Esiste davvero un modo di convivere con la rivoluzione digitale senza rimanerne travolti? Il bello di Uomo a Vapore è proprio questo: non dà la risposta, dà la sua risposta. Quella di Mengozzi, quella di Mercadini. Un punto di vista, un suggerimento.

Poi suvvia, ognuno la pensa come vuole.
Noi la pensiamo come loro.
Volete sapere perché?
Dovrete scoprirlo voi stessi, andandoli a vedere, sentire e ascoltare.

Quando?
Sabato 14 aprile al Teatro Comunale di Cesenatico.

Buona visione. Buon ascolto.

 

Per informazioni su Uomo a Vapore e sui prossimi appuntamenti:
www.uomoavapore.com
Facebook: Uomo a vapore

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Nuova chiamata per le giovani energie creative della Romagna http://weekrablog.altervista.org/2018/02/chiamata-energie-creative-2018/ Tue, 27 Feb 2018 10:57:09 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2920 Visto il successo della precedente edizione, torna la chiamata per le giovani energie creative della Romagna, promossa da Cristina Mazzavillani Muti e da tutto il Ravenna Festival. Iscrizioni entro il 20 aprile 2017.

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In molti si ricorderanno cosa è successo a maggio dell’anno scorso: per la prima volta, infatti, Ravenna Festival ha istituito delle audizioni rivolte ai giovani talenti dagli 8 ai 18 anni, provenienti dalla nostra regione. Visto il successo, quest’anno si replica.

«Lo scopo di questi incontri», ci racconta Cristina Mazzavillani Muti nella nostra intervista, «è un dialogo tra la direzione del Festival e una fascia speciale della nostra zona, quella che va dagli 8 ai 18 anni, perché i loro desideri e le loro passioni non sono mai abbastanza ascoltati. Vorrei che i ragazzi vivessero il teatro in un’atmosfera familiare, e sentissero soprattutto che esso appartiene anche a loro, non solo a chi può permettersi l’abbonamento o agli artisti professionisti.»

YouTube Video

Intervista a Cristina Mazzavillani Muti (WeeKra).

Non posso dire con certezza come l’hanno presa i ragazzi, ma per me che sono andato ad assistere come semplice spettatore è stato davvero molto emozionante. Prima di tutto vedere così tanti ragazzi salire su un palco del genere, a volte imbarazzati, altre volte con sicurezza più controllata, fa riflettere sulla grande opportunità che viene offerta loro. E sto parlando solo di salirci, su quel palco. Ma la parte più preziosa di questa iniziativa è proprio questo dialogo con Cristina Mazzavillani Muti e il resto della Direzione del Festival, dialogo che serve proprio a dare consigli e incoraggiare, inducendo la giovane energia creativa ad estrarre il meglio dalla sua passione, continuando su quella meravigliosa strada.

E c’è da dire che, seppure fosse stato esplicitamente dichiarato che non sarebbero stati provini di nessun tipo, per molti di quei ragazzi che si sono presentati su quel palco, ci sono state delle altre opportunità (come ad esempio lo spazio che è stato offerto loro in occasione della Trilogia d’Autunno 2017).

Quindi… chissà? Quel che è certo è che questa è un’esperienza che un giovane dovrebbe fare, almeno una volta, visto che in questa delicatissima fase è così terribilmente semplice incontrare stimoli che convinceranno il potenziale artista a svilupparsi e a dedicare la propria vita all’arte oppure gli faranno abbandonare (forse per sempre) questa importantissima componente della sua personalità.

Per partecipare (gratuitamente) a questa seconda edizione bisogna compilare il modulo d’iscrizione (inclusa l’autorizzazione dei genitori o dei tutori in caso di minori) e inviarlo via e-mail all’indirizzo segreteria@teatroalighieri.org entro le ore 12:00 di venerdì 20 aprile 2018. Potranno partecipare un massimo di 200 partecipanti (in ordine di iscrizione) e sono ammesse tutte le discipline, anche sportive, che includano componenti artistiche. Gli incontri si terranno dal 21 al 29 maggio 2018 ed è possibile iscriversi anche se si era tra i partecipanti dell’anno scorso.

Per ulteriori informazioni visitate la pagina dedicata di RavennaFestival.

In copertina: foto tratta dalla pagina Facebook di Ravenna Festival (link).

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Intervista a Fiorenzo Mengozzi: come nasce un Uomo a Vapore http://weekrablog.altervista.org/2018/02/uomo-a-vapore/ Sun, 18 Feb 2018 18:00:12 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2891 Fiorenzo Mengozzi, classe 1976, è un batterista e percussionista poliedrico, che da un anno ha battezzato il suo primo spettacolo teatrale, Uomo a Vapore. Lo abbiamo incontrato in vista delle prossime settimane di repliche.

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Fiorenzo Mengozzi, classe 1976, è un batterista e percussionista poliedrico, che nella sua carriera si è dedicato a generi e stili musicali differenti. Da ormai un anno ha battezzato il suo primo spettacolo teatrale, Uomo a Vapore, un intreccio di musica e parole da lui ideato e realizzato in collaborazione con Roberto Mercadini.

Lo abbiamo incontrato in vista delle prossime settimane di repliche: sabato 3 marzo al Teatro Socjale di Piangipane  e sabato 14 aprile al Teatro Comunale di Cesenatico.
Ecco cosa ci ha raccontato.

Come si fondono teatro e musica, due linguaggi tecnicamente diversi?

uomo-a-vaporeÈ stata la sfida che ho voluto cogliere. Io nasco musicista e rimango musicista tuttora, anche se mi sono buttato in questa avventura. Ho comunque avuto precedenti esperienze di musica abbinata a letture o al teatro: quasi sempre, soprattutto da parte degli attori o dei lettori, c’è una certa reticenza, perché ritengono che la musica distolga l’attenzione dalla lettura e dalla recitazione. Io ho sempre pensato il contrario e la sfida che ho lanciato a Roberto Mercadini è stata proprio questa: riuscire a creare qualcosa che non desse risalto a una parte piuttosto che all’altra. Insomma, che le due cose andassero di pari passo e che si compenetrassero ed enfatizzassero a vicenda. Non è semplice perché ci vogliono delle persone abituate a farlo. Sia per lui che per me era una prima esperienza.
Secondo me l’esperimento è riuscito, è diventato un bel progetto in generale, anche se forse non dovrei dirlo io. Chiaramente quando crei non sei mai soddisfatto al 100%, vorresti sempre cambiare qualcosa, ma è giusto così. Secondo me una tensione creativa deve rimanere.

Come si è sviluppata la collaborazione con Roberto Mercadini?

Per questo lavoro il processo è stato molto diverso da quello canonico: la colonna sonora è nata prima, non è stato uno spettacolo per il quale mi hanno chiesto di inventarla.
Io avevo in testa il progetto, l’idea che doveva esprimere. Essendo musicista ho cercato di tradurre queste idee in suggestioni musicali, però chiaramente certi concetti sono faticosi da esprimere solo con la musica. Con Roberto avevo già lavorato varie volte, mi è scattata questa idea di coinvolgere una persona come lui, che trovavo e trovo tuttora molto adatta. A quel punto non ho fatto altro che raccontargli tutto quello che avrei voluto che dicesse, per poi dargli carta bianca su come farlo. Ci siamo incontrati ormai tre anni fa a parlare di questo progetto, allora gli ho consegnato un libricino di appunti con dentro di tutto. Gliel’ho dato perché entrasse un po’ nel mood, nel mondo interiore che mi ero creato. Però non c’era un testo: c’erano degli sprazzi di concetti, aforismi e citazioni, brani di libri. Ci sono voluti altri incontri per spiegarci meglio, poi il meccanismo è diventato molto semplice.

Quello che stai raccontando riguarda lo spettacolo Uomo a Vapore, ma il tuo progetto nasce ancora prima, con questo pseudonimo.

uomo-a-vaporeDiciamo che è un processo sfociato in uno spettacolo teatrale, al quale non sono stato in grado di dare un nome diverso, perché tutto era nato da quella cellula lì.
Sì, Uomo a Vapore è in realtà il mio pseudonimo come musicista “solista” e come compositore. Quello che ho utilizzato per la carriera al di fuori delle altre band con le quali continuo comunque a lavorare.

A cosa è dovuta la scelta di questo nome? Che cosa significa?

Si riferisce alla difficoltà dell’uomo contemporaneo nello stare al passo coi tempi. Con tutte le tematiche dell’ipervelocità, del multitasking in questo mondo impazzito, ho ragionato sulla difficoltà e sul voler mettere un freno a questa schizofrenia. Ho pensato al passato, al recuperare un modo di vivere più umano, con ritmi più naturali. La prima cosa che mi è venuta in mente, anche come visione estetica, è stata la rivoluzione industriale, il mondo meccanico non digitale.
Mi sono legato subito alla sfera dell’Ottocento, che ho sempre amato. Tuttavia, se recuperi un modo di vivere totalmente lento, in senso stretto, rischi di essere emarginato. Quindi l’Uomo a Vapore è la personificazione di colui che riesce a trovare un equilibrio, tra il non impazzire completamente e l’essere un eremita.
La genesi è stata questa, poi si è portata dietro concetti paralleli e complementari, come la riscoperta del fare le cose a mano. Proprio per rispettare la dicotomia tra antico e moderno, il disco è uscito in digitale e in vinile: è stato escluso il formato cd per rappresentare concettualmente questa divisione.
Il vinile me lo sono stampato tutto a mano. Ho fatto l’istituto d’arte, quindi sono tornato a usare le sgorbie, a fare le incisioni. Tutto ciò che è grafico è stato fatto a mano. La versione digitale invece si trova su Amazon, Bandcamp, Spotify e ITunes.
Parallelamente ho anche realizzato delle stampe artistiche a tema, tramite la tecnica della linografia. Raffigurano vari soggetti a tema e sono stampate su carta povera, la carta gialla dei macellai, che ho sempre adorato.

Di solito ogni musicista ha una storia molto personale su come si sia avvicinato al suo strumento. Tu perché hai iniziato a suonare la batteria?

È stato abbastanza casuale. Da bambino ho vissuto un’infanzia non troppo felice. Abitavo in centro a Ravenna e mi ero trasferito in campagna, a scuola ero lo straniero in una classe già affiatata. L’ho vissuta malissimo, oltretutto i miei genitori lavoravano come dei matti, quindi ero spesso a casa da solo. Insomma, alle medie andavo abbastanza male. Una sera andai a sentire un’orchestrina locale di liscio e rimasi affascinato dal batterista. Scoprii che si trattava del mio vicino di casa, tra l’altro dal nome emblematico: Dante Giotto. Completamente autodidatta. Andai da mia mamma dicendo: “se mi promuovono mi compri la batteria”. Mia mamma disse di sì, pensando che mai al mondo sarebbe finita così. Invece sono riuscito a passare, quindi mi hanno comprato la batteria. Quell’estate cominciai a studiare, proprio da Dante Giotto. Poi sono andato al liceo musicale e ho incominciato a suonare dal vivo. Avevo messo un annuncio, ho trovato un po’ di gente della zona. Sono stato per diversi anni nella scena underground di Ravenna dei primi anni ‘90. Mi stava un po’ stretto l’ambiente, erano sempre tutti strafatti: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato lo svenimento del mio cantante, a metà di un concerto. Allora ho chiuso con l’ambiente, ma ho avuto anche un rifiuto dello strumento. Sono stato quasi un anno fermo e la mia ragazza, che adesso è mia moglie, a un certo punto mi ha detto: “Ti prego, torna a suonare perché non ti si sopporta più”.
uomo-a-vaporeUn giorno vidi su TMC2 un video in cui suonavano un tamburo irlandese…ti parlo di 17 anni fa: questo strumento in Italia non lo conosceva praticamente nessuno. Ho scritto una lettera a un costruttore, in un inglese stentato, per farmene inviare uno. Così è cominciata una carriera parallela di musicista di musica irlandese. Col tempo sono diventato anche insegnante di bodhrán, così si chiama questo tamburo. Insegno da 13 anni alla Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli.
Ho suonato folk-rock sperimentale per molto tempo insieme ai Marcabru, con cui ho anche ricominciato a suonare la batteria. È un gruppo col quale suono tutt’ora, il 15 aprile uscirà il nuovo disco.
Più tardi ho cominciato a maturare la voglia di fare qualcosa di più personale.

Da dove è nata l’ispirazione per comporre le musiche di Uomo a Vapore?

Il concetto da cui sono partito è quello del meccanismo, inteso come una serie di ruote dentate, leve, vari elementi indipendenti che vanno a un ritmo diverso, che hanno un ciclo diverso e che, messi assieme, creano un unicum armonico. Per tradurre questo in musica ho cominciato a incastrare tempi diversi, utilizzando dei rumori che ho campionato e messo in loop. In seguito ho costruito il resto dei brani musicali, che sono composti fondamentalmente da melodie, a volte dolci, a volte meno ritmiche, da rumori meccanici e da tappeti di synth.
Dopodiché i musicisti mi hanno dato una gran mano. Ho chiamato un bravissimo chitarrista: Graziano Versari, di Forlì. Poi mi sono fissato con il volere uno strumento più “classico”, magari un arco, un violoncello. Avevo bisogno di una persona che non fosse come molti artisti classici, qualcuno che riuscisse a suonare e che ci potesse liberamente mettere del suo. In questo senso ho incontrato una ragazza veramente eccezionale, Veronica Fabbri Valenzuela. Purtroppo al Teatro Socjale non ci sarà, ma verrà sostituita da Nicoletta Bassetti, violinista e violista.

Stimolare le riflessioni del pubblico fa parte degli obiettivi dello spettacolo?

Io credo che quando si sale su un palco per tutti, oltre a un sano esibizionismo, ci sia anche la voglia di trasmettere qualcosa. Per me è sempre stato così. Anche attraverso la musica irlandese ci piace trasmettere allegria al pubblico. C’è sempre uno scambio, un messaggio. In questo caso il messaggio è più articolato, perché si tratta proprio di una riflessione. Sono tutti piccoli episodi, riflessioni su argomenti più specifici che hanno chiaramente lo stesso filo conduttore, che li porta alla conclusione.

Per informazioni su Fiorenzo e sui suoi prossimi appuntamenti:
www.uomoavapore.com
Facebook: Uomo a vapore

 

 

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Il giovedì culturale del Grinder Coffee Lab http://weekrablog.altervista.org/2018/01/giovedi-grinder/ Thu, 11 Jan 2018 17:14:53 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2820 Stanno per partire, al Grinder Coffee Lab di Ravenna, "I Giovedì del Grinder": una rassegna che crea dialogo tra arti e generazioni.

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Martedì 9 gennaio, in occasione di una conferenza stampa organizzata al Grinder Coffee Lab di Ravenna, sono stati presentati al pubblico I Giovedì del Grinder: una nuovissima rassegna culturale che si propone di creare un dialogo tra arti, generazioni, culture.

Il programma partirà tra una settimana esatta, giovedì 18 gennaio, e proseguirà fino al 26 aprile con un appuntamento a settimana.
Sede degli incontri sarà, per l’appunto, il Grinder Coffee Lab in Via di Roma, 178. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Ivano Mazzani, curatore degli appuntamenti, e i titolari del locale, Martina Nocella e Marco Incensi.

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Matteo Marchesini

In occasione delle quindici date che compongono la rassegna, l’ingresso sarà completamente libero. Il programma è poliedrico quanto interessante: personalità culturali locali e non solo, autori di letteratura e teatro, musicisti, artisti ed esperti d’arte, cinema, mosaico.

Ecco alcuni nomi per schiarirci le idee: ci saranno testimoni della scena teatrale come Roberto Magnani, Eugenio Sideri e Gianfranco Tondini; i musicisti Lanfranco Moder Vicari e Max Penombra; lo studioso di cinema Filippo Perri; gli scrittori Massimo Padua, Gianluca Morozzi, Stefano Bon e Stefano Ravaglia. Tra le figure culturali locali ci saranno Alberto Giorgio Cassani, Danilo Montanari, Marcello Landi, Alessandra Dragoni, Daniele Torcellini, Nevio Galeati, Paolo Bolzani e Maria Luisa Savorani, accanto a protagonisti conosciuti a livello internazionale, quali Davide Reviati e Matteo Marchesini.

Stili, forme d’arte, generazioni potranno incontrarsi al Grinder Coffee Lab, locale, peraltro, occupato principalmente da una clientela molto giovane. Per dirla con le parole del curatore e ideatore, Ivano Mazzani: «Se c’è un filo conduttore che valorizza I Giovedì del Grinder è proprio questo: viaggiare in maniera aperta fra arti diverse e diversi linguaggi, l’intreccio di età, storie e stili

Il Grinder si appresta quindi, con grande entusiasmo e impegno da parte dei titolari, a diventare un punto d’incontro culturale, d’unione, un’occasione per tutti di confrontarsi con realtà diverse in termini di età, passioni, ispirazioni. Un’opportunità per imparare e insegnare.

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Stefano Bon

Giovedì si parte con lo scrittore Stefano Bon, che presenterà il suo ultimo romanzo La ragazza che andò all’inferno dialogando con la giornalista Roberta Bezzi.

Per ulteriori informazioni:
grindercoffeelab.com
Facebook: Grinder Coffee Lab
Telefono: 0544 1824148

A seguire il programma completo. Tutti gli incontri iniziano alle ore 18 e sono, come accennato, a ingresso libero.

Giovedì 18 gennaio
La ragazza che andò all’inferno (Castelvecchi Editore, 2017)
romanzo di Stefano Bon
dialoga con l’autore Roberta Bezzi (giornalista)

Giovedì 25 gennaio
Alessandra Dragoni (fotografa)
presenta
“Troppo sole per Antonioni”. Una ricerca per immagini di Ravenna nell’inverno del 1963-64

Giovedì 1° febbraio
Alberto Giorgio Cassani (docente Accademia di Belle Arti di Venezia)
presenta
“Sbottonare Ravenna. Viaggiatori del Novecento nella nostra città”

Mercoledì 7 febbraio
Maria Luisa Savorani (chef e insegnante), Roberto Magnani (attore del Teatro delle Albe)
presentano
“Creare un dialogo tra la natura del cibo e la persona”

Giovedì 8 febbraio
Eugenio Sideri (regista), Lady Godiva Teatro, Enrico Caravita (attore)
presentano
“Orazione epica. Narrazione in forma di versi”

Giovedì 15 febbraio
Daniele Torcellini, Luca Barberini, Giuseppe Donnaloia e Alessio Buttazzoni (Associazione Culturale Marte)
presentano
“Scena musiva, conversazione su mosaico e territori affini”

Giovedì 22 febbraio
ART AND THE CITY. Ravenna contemporanea (Danilo Montanari Editore, 2018)
di Danilo Montanari.
Sarà presente l’autore ed editore Danilo Montanari
Dialoga con l’autore Marcello Landi (artista)

Giovedì 1° marzo
Nevio Galeati, Stefano Mazzesi, Massimo Padua, Vania Rivalta (Clown Bianco edizioni)
presentano il thriller
I Clown Bianchi. 13 storie d’autore (Clown Bianco Edizioni, 2017)

Giovedì 8 marzo
Ravenna disegnata. Disegni e testi illustrativi dei monumenti di Ravenna (Reclam Edizioni, 2016)
di Paolo Bolzani (architetto e docente)
presenta l’autore

Giovedì 22 marzo
Moder Lanfranco Vicari, Max Penombra Benini (rapper)
presentano
“Nelle pagine del rap (ovvero quello che abbiamo capito dell’hip hop)

Giovedì 29 marzo
Gianfranco Tondini (performer)
presenta
Gli incidenti di gioventù. Manuale di educazione morale per la salvezza fisica” tratto dalla racconta The Accidents of Youth (John Souter, London, 1819)

Giovedì 5 aprile
Chiaroscuri d’amore (Edizioni Leucotea, 2017)
romanzo di Stefano Ravaglia
dialoga con l’autore Gianluca Morozzi (scrittore)

Giovedì 12 aprile
Davide Reviati (fumettista)
“Le parole e le immagini”
dialoga con l’autore Iacopo Gardelli (giornalista)

Giovedì 19 aprile
Filippo Perri (film-maker)
presenta
“La rappresentazione della classe operaia nei film del Free Cinema inglese”

Giovedì 26 aprile
False Coscienze. Tre parabole degli anni Zero (Bompiani, 2017)
romanzo di Matteo Marchesini
dialoga con l’autore Iacopo Gardelli (giornalista)

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Ravenna Festival 2018: un laboratorio locale verso l’universale http://weekrablog.altervista.org/2017/12/ravenna-festival-2018/ Mon, 18 Dec 2017 06:59:49 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2719 È stata presentata la nuova edizione di Ravenna Festival 2018: molte energie locali e tanti capolavori americani. Leggi il programma!

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Sabato 15 dicembre a Palazzo dei Congressi (Ravenna) si è tenuta la conferenza stampa per presentare la ventinovesima edizione di Ravenna Festival.

Siamo partiti con un video: una raccolta delle scene più belle tratte dalle iniziative del Festival dell’edizione appena conclusa; di sottofondo l’elettrizzante e sempreverde Estate di Antonio Vivaldi (da “Le Quattro Stagioni”), che ha pure un nome più che azzeccato visto il tema di cui si sta parlando.

Si è poi presentato Michele De Pascale, in qualità di nuovo presidente della Fondazione Ravenna Manifestazioni (lo statuto prevede che la presidenza spetti di volta in volta al sindaco in carica a Ravenna), che ha spiegato l’importanza della manifestazione per la cittadinanza: «Il Festival deve essere un patrimonio di tutti i cittadini di Ravenna».

Sono stati comunicati alcuni numeri, che hanno confermato la buona riuscita della scorsa edizione del Festival: 55.000 spettatori, 750.000 € incassati al botteghino e 173 spettacoli, sempre più in crescita rispetto agli anni passati. Insomma, per fortuna (e grazie al contributo del pubblico e degli sponsor) la Fondazione non è in crisi, nonostante il settore in generale non stia promettendo così bene.

La folla presente al discorso di Martin Luther King davanti al Lincoln Memorial di Washington. Era il 28 agosto 1963.

La folla presente al discorso di Martin Luther King davanti al Lincoln Memorial di Washington. Era il 28 agosto 1963.

È stato anche dichiarato uno slogan per questa edizione: “I HAVE A DREAM”, frase presa in prestito dal celebre discorso che Martin Luther King tenne il 28 agosto 1963 a Washington.
Il Festival sfrutta l’idea di questo sogno per darsi un obiettivo, qualcosa per cui valga la pena di lottare per portare a tutta la città i risultati di questa sfida. Inoltre quest’anno ricorrono i 50 anni dall’assassinio di Martin Luther King, quindi il riferimento è più che appropriato.

Come sottotitolo, la versione romagnola: “A J Ò FAT UN SOGN”. Una frase che rispecchia la necessità di ricorrere alle tradizioni a cui apparteniamo, da bravi ravennati, trasformando tanti piccoli sogni individuali in un unico sogno collettivo. Il Festival deve essere «un laboratorio locale che guarda verso l’universale».

Kiss Me, Kate. Foto di Alastair Muir.

Kiss Me, Kate. Foto di Alastair Muir.

Sarà un anno intenso, pieno di concerti e spettacoli, che punta a dare risalto, oltre agli artisti locali, anche a produzioni americane. Ad esempio il musical Kiss Me Kate, con le musiche di Cole Porter. Oppure il grande ritorno di David Byrne, leader dei Talkin Heads, che non saliva su un palco in formazione solista dal 2009 (e per cui è stata preannunciata una scenografia pazzesca).

Un altro tra gli appuntamenti imperdibili è senz’altro quello di Stefano Bollani, pianista a volte poco convenzionale. Tra le “energie locali” non mancheranno l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il suo fondatore Riccardo Muti, oltre ad attori a noi noti come Ermanna Montanari, Marco Martinelli ed Elena Bucci.

Stefano Bollani. Foto Zani/Casadio.

Stefano Bollani. Foto Zani/Casadio.

Riprenderanno anche le iniziative Giovani artisti per Dante, in cui i piccoli grandi talenti si esibiranno la mattina nei Chiostri Francescani, e Vespri a San Vitale, che riempirà le sere della Basilica con i capolavori della musica degli ultimi secoli. Rinnovata anche la Trilogia d’autunno, dedicata al grande compositore Giuseppe Verdi e che quest’anno ospiterà Nabucco, Rigoletto e Otello.

Vi consiglio di dare un’occhiata al programma completo, in cui sono mostrate le date e i prezzi dei vari spettacoli. Per ulteriori informazioni potete visitare il sito di Ravenna Festival.

 

In copertina: “Cavalleria Rusticana” (Trilogia d’Autunno 2017). Foto Zani-Casadio.

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Giovani Artisti per Dante cercasi: ecco l’edizione 2018 http://weekrablog.altervista.org/2017/12/giovani-artisti-dante-2018/ Mon, 11 Dec 2017 09:10:02 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2704 Alla sua terza edizione, il bando nasce per stimolare le menti degli artisti più giovani, allo scopo di creare una vera e propria rassegna.

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I più attivi già se ne saranno accorti: anche quest’anno è stato pubblicato, da parte di Ravenna Festival, il bando Giovani Artisti per Dante, per l’edizione 2018.

Giunto alla sua terza edizione, il bando nasce per stimolare le menti e le creatività degli artisti locali più giovani, allo scopo di creare una serie di performance con varie identità (dalla danza al teatro, dalla musica strumentale al canto) attraverso cui realizzare una vera e propria rassegna.
Per il 2018, le giornate in questione si terranno presso gli Antichi Chiostri Francescani, dal 1 giugno al 5 luglio. Gli spettacoli selezionati avranno la promozione di Ravenna Festival e saranno annoverati tra gli eventi ufficiali del programma.

Giovani artisti per Dante si rivolge, nel dettaglio, a gruppi e associazioni di artisti i cui membri siano per la maggior parte sotto ai 30 anni. La durata delle performance non può superare i 40 minuti. Il loro scopo è valorizzare il patrimonio artistico e letterario lasciato dal Sommo Poeta, sia esso inteso come luogo di memoria (come i chiostri e la tomba) e come patrimonio culturale più generico.

Nei giorni in programma, gli spettacoli si terranno alle 11 del mattino tutti i giorni: ogni progetto vincitore andrà in scena per un massimo di 7 giorni consecutivi.
Secondo il testo del bando, si concentrerà in particolare su questi fattori:
– coerenza e qualità innovative dell’idea di spettacolo;
– qualità site-specific, ovvero la cura del contesto rispetto agli Antichi Chiostri Francescani;
– conoscenza dell’opera dantesca;
– efficacia delle strategie di promozione e coinvolgimento del pubblico;
– multidisciplinarietà della proposta e capacità di mettere in relazione i diversi linguaggi artistici;
– chiara e adeguata pianificazione delle risorse, delle azioni e dei ruoli del team.
I progetti vanno presentati rigorosamente entro il 24 gennaio 2018.

Che ne dite? Vi è venuta qualche idea?
Per consultare il bando completo è sufficiente recarsi sul sito di Ravenna Festival, nella pagina dedicata alla nuova edizione del bando.
Potete anche contattare direttamente gli uffici: comunicazione@ravennafestival.org – 0544 249225
Buon divertimento!

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Ravenna Musica 2018: arrivano l’opera e le colonne sonore http://weekrablog.altervista.org/2017/11/ravenna-musica-2018/ Mon, 20 Nov 2017 09:11:57 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2629 E' stata presentata la nuova stagione di Ravenna Musica 2018. Si introduce l'opera lirica e la musica più contemporanea (come le colonne sonore). Leggi il programma e controlla i prezzi!

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Venerdì 17 novembre si è svolta presso il Teatro Alighieri la conferenza stampa della nuova stagione di Ravenna Musica, organizzata dall’Associazione Musicale Angelo Mariani.

È sempre un piacere entrare nella Sala Arcangelo Corelli (che i ravennati chiamano “il ridotto”): non sarà come la sala principale ma riesce a mantenere il giusto fascino e devo dire che forse forse restituisce anche un po’ più di atmosfera, con una maggiore intimità tra il pubblico e chi è sul palco.

La Sala Corelli (il "ridotto") del Teatro Alighieri di Ravenna.

La Sala Corelli (il “ridotto”) del Teatro Alighieri di Ravenna.

Erano presenti il prof. Ernesto Giuseppe Alfieri, presidente dell’Associazione Mariani, e il prof. Romano Valentini, dalla commissione artistica della stessa associazione. C’è stata una breve introduzione in cui si è parlato anche delle altre manifestazioni musicali appena passate o in corso (Giovani in musica, appena conclusa, ha registrato una buona partecipazione del pubblico, così come i Concerti della domenica, appena cominciata). Successivamente è stato illustrato il programma della prossima stagione della rassegna Ravenna Musica 2018. Si è cercato, quest’anno, di dare più spazio sia all’opera lirica che alla musica più contemporanea (come ad esempio le colonne sonore), mantenendo comunque in repertorio anche quei brani “classici” che di sicuro interessano agli amanti del genere.

Annalisa Ballarini e Marco Albonetti.

Annalisa Ballarini e Marco Albonetti.

È stato accennato che ci sarebbe un’idea su un concerto per Dante, contribuendo alla serie di eventi in attesa del settimo centenario dalla morte del poeta. Solo che, purtroppo, i fondi scarseggiano e quindi si fa appello alla cittadinanza per supportare l’associazione.
Al termine della presentazione del programma si è succeduto il concerto di un gradevole duo composto da Marco Albonetti (sassofonista, che anticipa la serata del 19 aprile) e di Annalisa Ballarini (pianoforte), seguito dall’aperitivo.

Di seguito il programma di Ravenna Musica 2018.
Tutti i concerti inizieranno alle ore 20:30.


Martedì 6 febbraio – Concerto inaugurale

ORCHESTRE DES CHAMPS-ÉLYSÉES
ALESSANDRO MOCCIA, maestro concertatore
BERTRAND CHAMAYOU, fortepiano

W.A. Mozart – Concerto in la maggiore K. 488 per pianoforte e orchestra
W.A. Mozart – Sinfonia n. 36 in do maggiore “Sinfonia di Linz” K. 425

Lunedì 19 febbraio – Fantasia

GIUSEPPE ALBANESE, pianoforte

L.v. Beethoven – Sonata quasi una fantasia in do diesis minore o. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”
F. Schubert – Fantasia in do maggiore op. 15 D. 760 “Wanderer”
F. Chopin – Fantasia in fa minore op. 49
F. Listz – Réminescences de “Norma” S. 394

Martedì 6 marzo – Il Flauto Magico

ELIO (STEFANO BELISARI), voce recitante e baritono
ELIN ROMBO, soprano
ENSENBLE BERLIN

W.A. Mozart – Quartetto in fa maggiore K. 370
W.A. Mozart – Exultate, jubilate – Mottetto
W.A. Mozart – Il Flauto Magico (trascrizione di F.J. Rosinack) per oboe, violino, viola, violoncello, voce recitante, baritono, soprano.

Giovedì 22 marzo – Heroes in love

ORCHESTRA LABAROCCA
RUBEN JAIS, direttore
SONIA PRIMA, contralto

C.W. Gluck – Sinfonie e Arie

Ingresso del Teatro Alighieri.

Ingresso del Teatro Alighieri.

Lunedì 26 marzo – Omaggio a Gioacchino Rossini

ORCHESTRA SINFONICA ROSSINI
CORO SAN CARLO DI PESARO
CORO LUDUS VOCALIS DI RAVENNA
ELISA BALBO, soprano
PAOLA GRADINA, mezzosoprano
GIORDANO LUCÀ, tenore
PABLO RUIZ, basso
NICOLA VALENTINI, direttore

G. Rossini – Stabat Mater

Lunedì 16 aprile – Il grande repertorio

ORCHESTRA MITTELEUROPEA
MARCO GUIDARINI, direttore
ALAIN MEUNIER, violoncello

W.A. Mozart – Il Flauto Magico – Ouverture
F.J. Haydn – Concerto in re maggiore n. 2 per violoncello e orchestra
L.v. Beethoven – Sinfonia in do maggiore n. 5 op. 67

Giovedì 19 aprile – A saxphone journey

ORCHESTRA DA CAMERA DI MANTOVA
ANDREA DINDO, direttore
MARCO ALBONETTI, sassofono

A. Honegger – Pastorale d’été
J. Ibert – Concertino da camera per sax contralto solista
M. Ravel – Le Tombeau de Couperin – Suite (versione per orchestra)
A. Piazzolla – Las Cuatro Estaciones Porteñas per sax soprano, pianoforte e archi

Lunedì 23 aprile – Star Wars

ORCHESTRA ARCANGELO CORELLI
JACOPO RIVANI, direttore

Colonne sonore tratte da Il Fantasma dell’Opera, Fiddle on the Roof, Harry Potter, I Pirati dei Caraibi, Forrest Gump, Star Wars
L. Bernstein – West side story: Suite

Mercoledì 2 maggio – La Trota

QURTETTO TERPSYCORDES
ALBERTO BOCINI
, contrabbasso
PIETRO DE MARIA, pianoforte

L.v. Beethoven – Quartetto in fa minore op. 95 “Serioso”
A. Webern – Langsamer Satz
F. Schubert – Quintetto in la maggiore “La Trota” D. 667 per pianoforte e archi

Mercoledì 9 maggio – Galà Lirico

ORCHESTRA CITTÀ DI FERRARA
GIULIANA GIANFALDONI, soprano
RICCARDO GATTO, tenore
BRUNO PRATICÒ, baritono

Ouverture e Arie di G. Rossini, G. Donizetti, V. Bellini, G. Verdi.


Prezzi

I prezzi per i biglietti e gli abbonamenti sono gli stessi della stagione precedente e inoltre ci sono molte possibilità di applicare la tariffa ridotta (ad esempio giovani, CRAL o soci della Mariani).

I prezzi fissati per la stagione 2018.

I prezzi fissati per la stagione 2018.

Per chi si era abbonato alla stagione precedente, potrà riconfermare l’abbonamento anche per questa stagione con lo stesso posto (dal 15 novembre al 12 dicembre) oppure scegliendone un altro (dal 14 dicembre). Sarà invece possibile acquistare un nuovo abbonamento dal 16 dicembre al 6 febbraio 2018.

Per informazioni sulla stagione e per acquistare biglietti visitate il sito ufficiale del Teatro Alighieri.

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Novembre: all’Alighieri è tempo della Trilogia d’Autunno http://weekrablog.altervista.org/2017/11/trilogia-autunno-2017/ Sat, 11 Nov 2017 07:16:05 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2580 E' stata presentata la Trilogia d'Autunno 2017. Saranno rappresentate a rotazione Cavalleria Rusticana, Pagliacci, Tosca.

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Pochi giorni fa c’è stata la conferenza stampa di Ravenna Festival, in cui è stato presentato ufficialmente il programma della Trilogia d’Autunno 2017.

Ormai è diventata quasi una tradizione; ogni anno, quando si avvicina l’autunno, noi cittadini fedeli al nostro Teatro siamo pronti a ricevere la grande notizia. Quali opere ci saranno quest’anno? Cosa c’è di diverso rispetto agli anni scorsi?

È con grande coraggio e determinazione che viene presentato l’elenco delle opere che avvolgeranno con la loro intensa atmosfera le poltrone dell’Alighieri. Una programmazione intrecciata, dinamica, che permette proprio a tutti di poter godersi tre grandi capolavori della lirica italiana.

Il team a capo della direzione del progetto continua a essere di grande qualità. A cominciare dalla regia, affidata alla grande Cristina Mazzavillani Muti, di cui già abbiamo potuto apprezzare la sua competenza e la sua grande creatività nelle trasposizioni. Per la sezione musica troviamo l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, diretta questa volta dal giovane bielorusso Vladimir Ovodok (ex allievo della Italian Opera Academy di Muti e che oggi dirige l’Orchestra della Radiotelevisione Bielorussa). Aggiungiamo il Coro del Teatro Municipale di Piacenza (diretto da Corrado Casati) e le voci bianche del coro ravennate Ludus Vocalis di Ravenna (diretto da Elisabetta Agostini).

Pagliacci. © Luca Concas

Pagliacci. © Luca Concas

Se c’è una cosa che tutti ormai abbiamo notato è proprio la grande attenzione che il Festival sta dedicando ai giovani. A partire dai workshop e dai progetti che permettevano a giovani scrittori, videomaker e fotografi di assistere liberamente alle varie prove delle opere, durante le varie edizioni della Trilogia. Inoltre quest’estate ci sono state delle vere e proprie audizioni, o meglio, un censimento delle energie creative della Romagna, seguite direttamente da Cristina Mazzavillani Muti (l’avevamo anche intervistata a riguardo).

Alcuni di questi stessi ragazzi – dagli 8 ai 18 anni – che hanno partecipato alle audizioni sono stati coinvolti nel progetto Cavalleria Rusticana e Pagliacci Remix, una reinterpretazione delle due opere in modi meno convenzionali, sfruttando le proprie capacità artistiche (come il canto o la recitazione) per darne una nuova chiave di lettura. Questi giovani talenti introdurranno le serate dell’opera.
Le brochure di Cavalleria Rusticana e Pagliacci Remix sono state curate dagli studenti di una classe dell’Istituto Tecnico Morigia – Perdisa di Ravenna, che stanno sperimentando per primi il nuovissimo triennio di specializzazione in Grafica.

I momenti più belli delle prove di questa Trilogia sono stati immortalati da tre giovani fotografi – Luca Concas, Jenny Carboni e Martina Zanzani – già reduci di precedenti esperienze formative organizzate dal Festival, come Verdi Web (2012/2013) e Bohemian Focus (2015).

Tosca. © Jenny Carboni

Tosca. © Jenny Carboni

Programmazione ed orari

La programmazione delle opere è stata fissata dal 17 al 26 novembre 2017.

Cavalleria Rusticana

Musica di Piero Mascagni, libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, tratto da Giovanni Verga.

Venerdì 17 novembre, ore 20:30
Martedì 21 novembre, ore 20:30
Venerdì 24 novembre, ore 20:30

Pagliacci

Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo.

Sabato 18 novembre, ore 20:30
Mercoledì 22 novembre, ore 20:30
Sabato 25 novembre, ore 20:30

Tosca

Musica di Giacomo Puccini, libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa. Tratto dal dramma La Tosca di Victorien Sardou.

Domenica 19 novembre, ore 15:30
Giovedì 23 novembre, ore 20:30
Domenica 26 novembre, ore 15:30

 

Per informazioni e per conoscere i prezzi per i singoli biglietti e per i carnet visitate la pagina dedicata sul sito di Ravenna Festival.

In copertina: scena delle prove di “Cavalleria Rusticana”. © Zani-Casadio

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“La Tempesta di Sasà”: Salvatore Striano si racconta a Ferrara http://weekrablog.altervista.org/2017/10/salvatore-striano-ferrara/ Mon, 09 Oct 2017 08:20:08 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2469 Sabato 30 settembre, in occasione di "Internazionale a Ferrara 2017", il Centro Teatro Universitario ha ospitato Salvatore Striano.

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Sabato 30 settembre, in occasione di Internazionale a Ferrara 2017, il Centro Teatro Universitario ha ospitato Salvatore Striano. L’incontro, dedicato alle esperienze di teatro in carcere, ha visto la partecipazione di Giulio Baffi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, e di Vito Minoia, presidente del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere.

Prima del dialogo tra questi tre, incentrato sul libro-esperienza di Striano La Tempesta di Sasà, Michalis Traitsis ha presentato il video documentario di Marco Valentini sul progetto Passi Sospesi di Balamòs Teatro, che si è tenuto presso la Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, a Venezia.
L’incontro si è tenuto proprio in teatro, nella sala allestita con le immagini della mostra fotografica di Andrea Casari, anch’essa legata a Passi Sospesi.

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Da sx: Vito Minoia, Salvatore Striano, Giulio Baffi

Salvatore Striano nasce nel 1972 a Napoli e rimane coinvolto nelle dinamiche della mala vita fin da giovane. Questo coinvolgimento lo porterà ad essere arrestato a Madrid, per poi essere trasferito nel carcere di Rebibbia. E’ qui che, con la guida di Fabio Cavalli, inizia a partecipare ai laboratori teatrali.

«Abbiamo preso coscienza recitando. E non volevamo più recitare se non sul palcoscenico. Eravamo stanchi di recitare nella vita. Quando reciti nella vita ti stanchi, sul palcoscenico ti riempi di gioia.»

Debutta come Donna Amalia in Napoli Milionaria, di Eduardo De Filippo. In tutta la compagnia del carcere, in gran parte composta da napoletani, si scatena la più totale fedeltà nei confronti dell’autore: i detenuti non volevano saperne di prendere in considerazione altri testi.

«Eduardo ci raccontava quello che noi già sapevamo il quotidiano delle nostre famiglie e delle nostre case […] il chiuso della vita, dentro le mura, anche in tempi di guerra. Era roba già vissuta, in guerre diverse, guerre di bande.»

Perciò, quando Cavalli decise di proporre La Tempesta di Shakespeare, gli attori hanno protestato: non volevano tradire Eduardo, tanto meno per un nome straniero e così strano. Tant’è che lo ribattezzarono “Scemspeare“.
Cavalli dovette portare Luca De Filippo in persona a parlare con i detenuti. Fu proprio lui a cambiare le sorti dello spettacolo, perché rivelò qualcosa di inaspettato per loro: anche Eduardo, nella sua carriera, si era avvicinato a “Scemspeare”, tant’è che tradusse La Tempesta in napoletano del ‘600. Il loro copione poteva essere proprio quello. «E lì ci ha fregati, perché abbiamo detto “Se è tradotta da Eduardo, allora non lo stiamo tradendo”».

Così iniziò un nuovo percorso, per gli attori di Rebibbia e in particolare per Sasà Striano, che ritrovarono in Shakespeare il grande autore che conosciamo e un’eccellente guida per la vita. I temi che tocca, infatti, sono ben familiari alla compagnia: la libertà, il tradimento, la vendetta, il perdono.

«Shakespeare, prima di recitare, ci insegnava a ragionare. Ci suggeriva di uscire dalla tragedia, ci diceva di non essere nessuno dei suoi personaggi. Non dovete essere Amleto, perché non è colpa vostra se vi ammazzano un genitore, e disgraziatamente nel Sud Italia viviamo ancora queste cose. Un giovane torna a casa e gli dicono che hanno ammazzato il padre. E quindi si chiede: “Adesso ammazzano pure me? Che faccio? Lo vendico o non lo vendico?”
Abbiamo ancora i Giulietta e Romeo, perché ancora i ragazzi vanno a casa e dicono: “Mamma mi sono fidanzato con la figlia di … ” e si sentono rispondere: “Ma come? Quelli ci schifano!”
Era fatto per noi. Di Macbeth ne abbiamo quanti ne volete, persone che per raggiungere il loro scopo non hanno scrupoli nel seminare sangue, morte, terrore.»
striano

Salvatore Striano

Dal 2006 Striano è uscito dal carcere, per tornarci soltanto come artista. Ha recitato per Matteo Garrone in Gomorra e per i fratelli Taviani in Cesare Deve Morire. Ha partecipato a numerosi progetti teatrali, televisivi e cinematografici. Nel 2015, insieme a Guido Lombardo, firma Teste Matte, romanzo su una criminalità che si attiva contro la Camorra. In seguito pubblica altri due volumi: La Tempesta di Sasà nel 2016, sulla storia del suo amore per il teatro, e Giù le Maschere nel 2017, sull’incontro con alcuni ragazzi che gli insegneranno molto.

«I detenuti sono i bulli della scuola che sono finiti dentro. Sono dei leader, se noi troviamo la possibilità di coinvolgerli in modo positivo, danno il meglio di loro stessi.»

Il suo impegno riguarda anche i laboratori teatrali nelle carceri, da promuovere e organizzare al meglio. Nei suoi piani futuri, infatti, c’è l’apertura di un’agenzia con sede a Roma specializzata nell’offrire agli ex detenuti che vogliono recitare un’assistenza concreta per costruirsi una carriera. Possibilità che attualmente manca, lasciando chi esce dal carcere abbandonato a se stesso.
Il 20 ottobre debutterà all’ Off/Off Theatre di Roma con Dentro la tempesta, uno spettacolo ispirato al libro, da lui scritto e diretto.

«Il teatro oltre a darti una disciplina, prima ancora di insegnarti ad essere un artista, ti insegna ad essere un uomo, per chi uomo non lo è stato fino a quel momento.»

 

Foto: Roberto Turturro

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L’Aida diretta dagli allievi di Muti: ecco l’Italian Opera Academy http://weekrablog.altervista.org/2017/09/aida-muti-opera-academy/ Wed, 13 Sep 2017 08:55:04 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2353 Abbiamo assistito alle prove generali dell'Aida di Giuseppe Verdi, diretta da Muti. Il 14 settembre ci sarà la serata conclusiva dei suoi allievi.

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La Riccardo Muti Italian Opera Academy giunge quest’anno alla sua terza edizione. La creatura di Muti, nata dal desiderio del grande direttore di trasmettere la propria mastodontica esperienza alle nuove generazioni, arriva anche quest’anno a ricoprire il Teatro Alighieri delle magiche note verdiane.

La particolarità di questo progetto è che, oltre a dare l’opportunità a giovani direttori d’orchestra di fare il loro tirocinio seguiti da un grande Maestro, viene data l’occasione anche al pubblico di assistere alle prove (sia esso costituito da studenti di conservatorio o semplicemente appassionati).

Infatti, come si legge nella pagina dedicata sul sito ufficiale, si voleva «mostrare al pubblico il lavoro necessario alla realizzazione di un’opera, svolgendo in teatro il complesso percorso dalle prime prove al pianoforte fino a quelle in orchestra e con i cantanti, attraverso l’analisi approfondita della partitura dal punto di vista musicale e drammatico, fino all’esecuzione finale».

La prova generale dell’Aida

Muti interagisce col pubblico di una giornata di prova. Foto di Silvia Lelli.

Muti interagisce col pubblico di una giornata di prova. Foto di Silvia Lelli.

 

Qui entra in gioco il Teatro Alighieri e la sua formidabile presenza sui social. Infatti per due volte (se non me ne sono sfuggite altre), tramite la loro pagina Facebook, sono stati messi a disposizione 100 biglietti gratuiti per assistere alle prove dell’Aida di Giuseppe Verdi.

Ho vinto un posto in platea (e pure buono!) per la prova generale di domenica 10 settembre. Dopo l’ouverture iniziale Muti si è girato verso il pubblico e con un sorrisetto spavaldo ha esordito con un «Non male, eh?», dando il credito – più che meritato – all’orchestra giovanile Luigi Cherubini, da lui stesso fondata. Questa volta in formazione estesa, con la collaborazione del Coro del Teatro Municipale di Piacenza.

Il teatro, per quest’edizione, è stato ritoccato un po’ per rendere al meglio quest’Opera, trasformandosi in una sala da concerto di tutto rispetto. Nelle prime file diversi ragazzi seguivano attentamente le evoluzioni musicali guardando le loro partiture integrali.

I cantanti di questa Aida. Foto di Silvia Lelli.

I cantanti ascoltano con attenzione le indicazioni di Riccardo Muti. Foto di Silvia Lelli.

Una performance di altissimo livello: la Cherubini non si è smentita nemmeno questa volta e i giovani cantanti hanno aggiunto all’insieme la giusta intensità; sul palco, assieme agli strumentisti e ai coristi c’erano Vittoria Yeo (Aida, soprano), Luca Dall’Amico (Re d’Egitto, basso), Anna Malavasi (Amneris, mezzosoprano), Diego Cavazzin (Radamès, tenore), Cristian Saitta (Ramfis, basso), Federico Longhi (Amonastro, baritono) e Andrea Bianchi (messaggero, tenore).

La prova finale degli allievi di Muti

Ieri sera c’è stato il gran concerto, diretto da Riccardo Muti. Domani, 14 settembre, ci sarà la serata conclusiva dell’Aida, in cui i diversi allievi direttori dell’accademia si cimenteranno nella conduzione di alcuni brani appositamente selezionati. La serata sarà presentata dallo stesso Muti.

I direttori di quest'edizione dell'accademia. Foto di Silvia Lelli.

I direttori di quest’edizione dell’accademia. Foto di Silvia Lelli.

Il biglietto ordinario per assistere – come pubblico – ai vari eventi dell’accademia (prove, concerti, ecc.) è a parer mio un po’ caro; sono comunque previsti dei ridotti e ogni tanto, seguendo la pagina Facebook del Teatro, vengono messi a disposizione ingressi gratuiti che non bisognerebbe perdersi per nessun motivo.

Per informazioni e prevendite visitate il sito internet del Teatro Alighieri. Per conoscere meglio l’Accademia, visitate invece il sito internet della Riccardo Muti Italian Opera Academy.

In copertina: vista del Teatro Alighieri di Ravenna (foto di Silvia Lelli).

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A Lugo arrivano i buskers del Ferrara Buskers Festival http://weekrablog.altervista.org/2017/08/lugo-buskers/ Wed, 09 Aug 2017 06:10:17 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2186 Il Ferrara Buskers Festival fa tappa a Lugo il 21 agosto 2017: artisti di strada da tutto il mondo si esibiranno nelle strade della città.

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Il festival dei buskers (gli artisti di strada), famoso per la sua edizione tradizionale che si svolge ogni anno a Ferrara, fa tappa a Lugo. Il 21 agosto verranno ospitati talenti di provenienza internazionale, che si esibiranno gratuitamente nelle vie della città.

Ho conosciuto il Ferrara Buskers Festival solamente due anni fa, perché un giorno, visitando la città degli Estensi, c’erano tutta una serie di cartelloni che ne parlavano, e in più vari cartelli stradali che andavano a bloccare il traffico automobilistico nel centro storico. Allora ho deciso di trattenermi. E non me ne sono pentito.

Ferrara Buskers Festival

Magalot e Marò in love (Facebook)

Il Ferrara Buskers Festival è molto importante se andiamo a considerare il genere, cioè l’esibizione di artisti di strada per le vie del centro storico. Sul loro sito ufficiale c’è scritto che si tratta del «più grande festival della musica di strada del mondo, il più antico d’Europa». Quel che è certo è la stabilità organizzativa e la garanzia di qualità che solo un evento di una portata e fama del genere può avere.

Quando ci sono andato è stato incredibile, gli artisti erano tutti molto bravi. Le categorie erano diverse, dalle esibizioni teatrali e di danza alle performances musicali (con le più svariate formazioni). Il fatto che gli artisti partecipanti possano venire da tutto il mondo è anche un’ottima occasione di (ri)scoprire nuove culture e strumenti che da noi sono magari insoliti.

Ferrara Buskers Festival

Die Wandervögel, una band partecipante (Facebook)

Gli artisti che si esibiranno a Lugo sono gli stessi del Ferrara Buskers Festival (un calderone gigantesco dalla quale l’organizzazione può attingere per riempire tutti i posti disponibili nelle varie giornate delle città in cui verrà ospitato il festival). Come si legge nel regolamento, nessun artista riceve compensi, tuttavia è permesso fare “cappello” e vendere i propri CD. Tutto questo è in linea con lo spirito del busker: suonare (bene) per il piacere di farlo, sperando che piaccia anche a qualche persona. E se la performance piace, sarà molto probabile ricevere qualche spicciolo. Essendo anche io musicista e ben sapendo che spesso gli artisti non ricevono l’apprezzamento che meritano, a me viene spontaneo pagare per l’impegno altrui (anche se ultimamente mi impongo un budget, che spesso coincide, ahimè, con lo svuotamento del portafoglio).

L’appuntamento da segnare in agenda è per lunedì 21 agosto, dalle 21:00, a Lugo.

Mappa dei buskers a Lugo (Ferrara Buskers Festival on Tour 2017)

Mappa dei buskers che si esibiranno a Lugo il 21 agosto 2017.

Gli artisti si esibiranno, naturalmente, anche a Ferrara il 19-20 agosto e dal 22 al 27 agosto (feriali: dalle 18:00 alle 24:00 – domeniche: dalle 17:00 alle 20:00).
Per la sezione invece FBF on Tour, oltre a Lugo, si esibiranno anche a Mantova (17 agosto, dalle 21:30) e a Comacchio (18 agosto, dalle 21:30).

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale del Ferrara Buskers Festival, o seguite la loro pagina Facebook per restare costantemente aggiornati sull’iniziativa.

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L’Antico Porto di Classe ospita i “maratoneti” dell’Odissea http://weekrablog.altervista.org/2017/08/antico-porto-classe-odissea/ Thu, 03 Aug 2017 08:08:11 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2178 Una serata ricca e interessante quella di giovedì 3 agosto all'Antico Porto di Classe: a partire da una maratona di lettura dell'Odissea.

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Si preannuncia una serata ricca e interessante quella di giovedì 3 agosto all’Antico Porto di Classe. L’evento graviterà attorno ad un’iniziativa coordinata dall’attore Franco Costantini e da Linda Landi, responsabile eventi della Fondazione RavennAntica: una maratona di lettura dell’Odissea di Omero, che coinvolgerà anche personalità e artisti ravennati.

Come funziona?

Può partecipare qualunque cittadino lo desideri. C’è ancora tempo per fare parte della maratona: tutto ciò che dovete fare è prenotarvi tramite mail all’indirizzo landi@ravennantica.org oppure telefonare al numero 333 6425454. In seguito a questi contatti vi sarà assegnato un brano del testo, da declamare insieme ad altri incuriositi e appassionati.

odissea-antico-porto

Giovanna Bemporad

L’orario di inizio previsto sono le 21 e assistere alla maratona non richiede il pagamento di alcuna tariffa. L’evento è ad accesso completamente gratuito, al contrario di altre iniziative che lo precedono di cui parleremo tra un secondo.
Franco Costantini sarà a disposizione del lettori dalle 18 alle 20.50, in caso qualcuno di essi volesse fare una prova oppure ricevere consigli su come orientare la lettura.

L’Odissea sarà letta dai “maratoneti” nella traduzione in endecasillabi della poetessa Giovanna Bemporad. Sul palco li attenderà un allestimento scenografico curato per l’occasione dall’artista Roberto Pagnani.

Il programma della serata

Prima della maratona, l’Antico Porto accoglierà i visitatori con una visita guidata alle 19. Non sarà, tuttavia, una visita qualunque: lungo il percorso alcuni allievi dell’Istituto Musicale G. Verdi faranno delle incursioni musicali, arricchendo l’esperienza dei partecipanti.
Dopo la visita, prima dell’inizio della maratona, verrà proposto anche un aperitivo.
La tariffa per le suddette iniziative è di 10 euro a persona, comprensivi di ingresso all’Antico Porto, visita guidata e aperitivo.

Dopo la maratona di lettura ci sarà un “simposio finale” a cura di Claudio Cavallotti, esperto di cucina antica. Potrete concludere la serata con un buon bicchiere di kykeon o di vino alle rose.

La maratona fa parte della rassegna di eventi L’Antico Porto al Chiaro di Luna 2017. Potete consultare il programma completo qui. La manifestazione continuerà fino a inizio settembre, con concerti, visite guidate e laboratori per bambini.

Per ulteriori informazioni:
0544 478100
info@parcoarcheologicodiclasse.it

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