WeeKra http://weekrablog.altervista.org Cultura in condivisione. Mon, 19 Nov 2018 07:51:21 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.3 Viaggio fra i megaliti di Malta: storia di un innamoramento http://weekrablog.altervista.org/2018/11/viaggio-fra-i-megaliti-di-malta-storia-di-un-innamoramento/ Sun, 18 Nov 2018 19:59:00 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3123 Giovedì 22 novembre alle ore 18 la geoarcheologa ravennate Monica Piancastelli presenterà la sua guida narrata sui megaliti di Malta presso la libreria Feltrinelli di Ravenna. Abbiamo conosciuto Monica in occasione delle meraviglie segrete, quando ci ha mostrato i suoi giocattoli della tradizione popolare, e oggi ci racconta in anteprima “Malta: le grandi costruzioni preistoriche: un [...]

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Giovedì 22 novembre alle ore 18 la geoarcheologa ravennate Monica Piancastelli presenterà la sua guida narrata sui megaliti di Malta presso la libreria Feltrinelli di Ravenna. Abbiamo conosciuto Monica in occasione delle meraviglie segrete, quando ci ha mostrato i suoi giocattoli della tradizione popolare, e oggi ci racconta in anteprima “Malta: le grandi costruzioni preistoriche: un archeologo racconta”, il suo libro edito da Polaris, che con la voce di Luigi Maria Ugolini ci accompagna alla scoperta delle costruzioni più antiche del mediterraneo.

Cosa sono i megaliti di Malta e come sono stati costruiti?

I megaliti di Malta sono costruzioni preistoriche alte fino a 8 metri, realizzate in un’epoca in cui non esisteva neppure la ruota. Oggi chi parte per Malta lo fa per lo più per seguire corsi d’inglese o per il mare. Io credo però che il primo motivo dovrebbe essere proprio il desiderio di scoprire queste costruzioni, che sono millenarie, più antiche delle piramidi e Stonehenge.
Queste costruzioni sono nate da un’enorme sforzo della collettività. Non sappiamo se ci fossero dei clan all’interno della società maltese, ma possiamo essere certi del fatto che delle costruzioni del genere necessitano di un’organizzazione sociale significativa. Basti pensare ai metodi di trasporto o agli approvvigionamenti.
Queste costruzioni dovevano avere una grande importanza per la collettività, legata non solo al lato spirituale (preferisco infatti non usare mai la parola “templi”), ma anche all’attività quotidiana e alle tappe fondamentali della vita dei maltesi.

Monica Piancastelli presso i megaliti di Malta

Che cos’ha di diverso la tua guida da quelle che un turista potrebbe trovare in un qualsiasi bookshop?

Nei bookshop maltesi esistono testi in inglese molto approfonditi che non attraggono il turista medio. Questo libro, invece, vuole essere una guida narrata che accompagni con semplicità il lettore attraverso i megaliti di Malta, ma che allo stesso tempo gli fornisca un quadro chiaro e completo di queste straordinarie costruzioni preistoriche che meritano di essere viste e comprese.

Come hai scoperto i megaliti di Malta?

La mia guida narrata nasce da un innamoramento per il grande archeologo romagnolo Luigi Maria Ugolini, vissuto in epoca fascista, che, al di là dell’apparenza ideologica e degli scopi politici, ha documentato con rigore scientifico i megaliti di Malta, dimostrando grandi abilità fotografiche e descrittive. Dallo studio delle sue ricerche è esplosa la voglia di partire per Malta e vedere con i miei occhi ciò che lui aveva visto e descritto. Dopo 4 viaggi a Malta ho sentito l’esigenza fortissima di scrivere questo libro e ho deciso di assecondarla vestendo i panni di Ugolini.

Monica-Piancastelli---Megaliti-di-Malta

Come pensi che reagirebbe Luigi Maria Ugolini nel leggere la tua guida narrata?

Sarebbe sicuramente contento degli enormi progressi che sono stati fatti nelle metodologie di ricerca. Sono cambiati i metodi di datazione e di scavo, che sono diventati un lavoro di equipe a cui contribuiscono nuove figure, come l’antropologo e il geologo, e in cui le competenze umanistiche e scientifiche si compenetrano.

Durante i tuoi viaggi e i tuoi studi, hai scoperto degli errori negli studi di Ugolini?

Assolutamente no, anche a distanza di decenni da Ugolini c’è solo da imparare. Occorre solo tener presente, quando si affronta la lettura dei dati scientifici e le conclusioni di Ugolini, che egli voleva, in un certo modo, corroborare la tesi di una superiorità della civiltà mediterranea sulle culture nordiche, non bisogna dimenticare infatti il contesto politico italiano degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso ma ciò non inficia il suo lavoro.

 

Nella guida narrata Ugolini lamenta la poca attenzione dei maltesi nei confronti dei megaliti al tempo in cui lui ha fatto i suoi studi. È ancora così?

Ugolini racconta che gli abitanti dell’isola usavano le pietre più piccole dei megaliti per costruire i muretti a secco a divisione dei campi coltivati. Ma questa in realtà era una cosa normalissima. Il riuso del materiale è avvenuto sempre e ovunque nel corso dei secoli. Anche in Italia ci sono tanti esempi… Oggi i maltesi hanno grande cura del loro patrimonio. Sarebbe bello, però, se dessero ai loro musei una connotazione più didattico scientifica, in modo da attrarre e coinvolgere maggiormente i turisti.

Se un turista avesse pochissimo tempo, in quale sito dovrebbe assolutamente andare?

L’ipogeo di Ħal-Saflieni. Si tratta di un sito unico al mondo. Bisogna prenotare la visita almeno tre mesi prima, perchè possono entrale al massimo 15/20 persone al giono. È una sorta di labirinto monumentale sotterraneo, ma in effetti è una necropoli in cui l’architettura ripete modelli di alcune strutture in superficie. Qui è stata ritrovata la sleeping lady, una statuetta bellissima che varrebbe da sola il viaggio verso Malta. Rappresenta una donna addormentata su un fianco. È come se dormisse. Ha il corpo obeso e indossa una gonna a pieghe, una decorazione tipica delle statue maltesi. Oggi si trova al Museo Archeologico di La Valletta e credo che, come altre statue, potrebbe aver ispirato l’artista colombiano Botero!

E se il nostro turista si innamorasse dell’ipogeo e avesse voglia di vedere altri siti, quali gli consiglieresti?

Tarxien, le cui attività erano probabilmente legate a quelle dell’Ipogeo,di Hal Saflieni, Hagar Qim, Mnajdra e Ggantija sull’isola di Gozo. Non molto distante da quest’ultima esiste un’altra necropoli  sotterranea ( non visitabile) in cui sono stati trovati i resti di circa 8000 individui. Bellissimi reperti si trovano nel Museo vicino. Gli antichi forse avevano più presente il fatto che la morte fa parte della vita, come racconta Ugolini immaginandoo un corteo funebre.

Qual è il punto di forza di una guida narrata?

La mia guida narrata segue uno dei percorsi dell’Archeologia Pubblica, già presente in America dagli anni ’70 e da molto meno in Italia;  si tratta della comunicazione archeologica   che si sviluppa, ad esempio, nei percorsi museali e nel Storytelling come strumento di divulgazione scientifica. Personalmente sono arrivata da sola a questo tipo di approccio che ha poi dato vita a questo progetto. Sono convinta che dall’unione di competenze scientifiche e competenze umanistiche si possano creare dei percorsi didattici capaci di coinvolgere e interessare un numero sempre maggiore di persone.

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Ravenna Nightmare 2018: novità e programma http://weekrablog.altervista.org/2018/10/ravenna-nightmare-2018-novita-programma/ Thu, 18 Oct 2018 07:30:55 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3104 È stata presentata l'edizione 2018 di Ravenna Nightmare Film Festival, la rassegna cinematigrafica ravennate dedicata all'horror. Scopri le novità e il programma completo!

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Martedì mattina, presso la saletta dei Chiostri Francescani, è stata presentata la nuova edizione di Ravenna Nightmare Film Festival (RNFF), la rassegna cinematografica ravennate dedicata all’horror che sarà attiva nella nostra città dal 26 ottobre al 4 novembre 2018.

Conosciamo tutti ormai Ravenna Nightmare, nata nel 2003 e che lentamente si è fatta strada in un settore un po’ inesplorato, soprattutto nella nostra zona, dando il giusto risalto a molte pellicole (sia cult che contemporanee) dedicate all’orrore.

Durante la presentazione è stato svelato il programma delle proiezioni di quest’anno, che lascia intendere il rafforzo della tendenza, già avviata da qualche edizione, di allargare il concetto di genere, per includerne molti altri, pur conservando la caratteristica della suspence.

"This Magnific Cake", uno dei partecipanti al concorso dei lungometraggi.

“This Magnific Cake”, uno dei partecipanti al concorso dei lungometraggi.

Anche quest’anno Ravenna Nightmare collaborerà con GialloLuna NeroNotte, la rassegna letteraria che condivide con RNFF un po’ gli stessi temi, con un intreccio di eventi che potranno soddisfare gli appassionati sia di cinema che di letteratura. Una collaborazione tutta nuova è invece quella con la Federazione Italiana Cinema d’Essai, consentendo di proporre una nuova sezione, Nigthmare d’Essai, dedicata al cinema d’autore.

L’opening night è fissata per venerdì 26 ottobre alle ore 20:30 presso il Palazzo del Cinema (in Largo Firenze 9, Ravenna). A differenza delle scorse edizioni, consisterà in un incontro durante il quale, oltre alla presentazione della rassegna, ci saranno degustazioni a tema horror (con colori abbinati ai vari generi) e musica dal vivo. È consigliata la prenotazione.

Beyond Zero - Locandina

Il 4 novembre di quest’anno poi, centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, sarà una giornata di commemorazione che inizierà già dalla mattina con un film storico – La Trincea – per poi proseguire nel pomeriggio, presso il MAR, con la proiezione del documentario Beyond Zero di Bill Morrison, in concomitanza della mostra temporanea ?WAR IS OVER. Il filmato, visitabile al termine delle due sessioni di visita guidata alla mostra previste per le ore 17:00 e le 18:00, contiene spezzoni di pellicole originali risalenti proprio a quell’epoca.

Non mancano neanche in questa edizione gli incontri con le scuole Nightmare School e i due Concorsi Internazionali dei Lungometraggi e dei Cortometraggi.
Ci sarà anche una proiezione gratuita di casa Disney, The Last Warrior, del regista russo Dmitriy Dyachenko, fissata per il 28 ottobre alle 10:30 al Palazzo del Cinema.

"Zombie Time", uno dei partecipanti al concorso dei cortometraggi.

“Zombie Time”, uno dei partecipanti al concorso dei cortometraggi.

Vi invito a dare un’occhiata al programma completo. Per informazioni sui prezzi ed altri aggiornamenti si può visitare il sito ufficiale di Ravenna Nightmare o la sua pagina Facebook.

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“Dante Plus”: l’edizione 2018 inaugura alla Biblioteca Oriani http://weekrablog.altervista.org/2018/09/dante-plus-2018/ Tue, 11 Sep 2018 14:30:07 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3094 Con tanti nuovi artisti e opere altrettanto nuove, anche quest'anno è tornata "Dante Plus", la mostra dedicata al volto del Sommo Poeta.

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Con tanti nuovi artisti e opere altrettanto nuove, anche quest’anno è tornata Dante Plus, la mostra dedicata al tema del volto del Sommo Poeta. 
La nuova edizione ha inaugurato, con felice e interessata partecipazione dei cittadini, venerdì 7 settembre, in piena celebrazione del Settembre Dantesco, che ogni anno dedica a Dante eventi culturali, conferenze, performance che coinvolgono tutte le arti.

dante-plus-2018A circa un anno dalla precedente esposizione del 2017, il progetto curato da Marco Miccoli (Bonobolabo) si rinnova nella stessa location, i chiostri della Biblioteca di Storia Contemporanea “Alfredo Oriani”. Anche questo rinnovo, come ormai previsto grazie alla qualità e all’unicità delle precedenti edizioni, non delude le aspettative del visitatore. Il visitatore può essere un esperto o un appassionato che non disdegna qualche divertente revisione della figura del grande poeta. Può essere anche un visitatore interessato all’arte, contemporanea o meno, che troverà di fronte a sé un percorso con una propria linearità, data dal tema, a cui diverse menti creative si sono applicate.

Tante tecniche, tanti stili, tante dimensioni che girano intorno al polo unico del volto di una figura letteraria ormai irrinunciabile per la vita della città di Ravenna e per la storia dell’Italia in generale. Irrinunciabile specialmente in questo periodo di celebrazioni: non soltanto perché siamo a settembre, ma anche perché ci avviciniamo sempre di più alla grande ricorrenza del 2021, 700° anniversario della morte di Dante.

Sarà proprio in quell’anno che Dante Plus culminerà con un grande finale che già si sta facendo attendere. Noi, nel frattempo, aspettiamo l’edizione 2019…e poi l’edizione 2020.

dante-plus-2018

La soglia dell’aldilà, Alessandro Turoni

Tra gli artisti in mostra: Alberto Corradi, Alessandra Carloni, Andrea Dalla Barba, Andrea De Luca, Bibbito, Bomboland, Brome, Camilla Garofano, Davide Bonazzi, Codeczombie, Dalia Del Bue, Davide Barco, Davide Bart Salvemini, Emanuele Racca Senior, Giordano Poloni, Giulia Flamini, Krayon, Goran, LABADANzky u.a.m., Lisa Gelli, Marco Bonatti, Marco Galli, Marco Filicio, Maria Gabriella Gasparri, Marta Pantaleo, Massimiliano Marzucco, Michele Bruttomesso, Resli Tale, Roberto Gentili, TMX artist, Totto Renna, Valentina Lorizzo e Werther Banfi.

Nel giardino esterno della biblioteca, inoltre, sarà presente una maestosa scultura dell’artista Alessandro Turoni, La soglia dell’aldilà.

La mostra sarà visitabile presso gli spazi espositivi della Biblioteca Oriani fino al 28 settembre e osserverà i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 9.00-13.00, sabato e domenica 15.00-19.00.
L’ingresso è gratuito.

Per ulteriori informazioni: www.danteplus.com


In copertina: l’opera di TMX artist

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“? War is over”: le anticipazioni sulla prossima mostra al Mar http://weekrablog.altervista.org/2018/07/war-is-over-mar/ Fri, 13 Jul 2018 13:56:03 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3084 Al Mar - Museo d'Arte della Città di Ravenna sono già cominciate le anticipazioni in previsione della mostra "? War is over - ARTE E CONFLITTI tra mito e contemporaneità" in programma dal 6 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019.

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Dopo i buoni numeri ottenuti da Montezuma, Fontana, Mirko, dopo il focus fotografico di Andante. Alex Majoli e mentre, infine, si conclude La tradizione del nuovo. Premio Giulio Guberti 2018, al Mar – Museo d’Arte della Città di Ravenna sono già cominciate le anticipazioni in previsione della mostra ? War is over – ARTE E CONFLITTI tra mito e contemporaneità in programma dal 6 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019.

Un insieme di input, riflessioni, grandi nomi e grandi opere d’arte in questa nuova esposizione curata dal direttore del Mar, Maurizio Tarantino, e dalla storica e critica d’arte Angela Tecce, anche dirigente del MiBACT.

Il tema del progetto è tra i più discussi e attuali non soltanto della nostra epoca, ma anche di quelle passate: la guerra per l’appunto, ma anche il conflitto e il confronto. Entrambi da affrontare e risolvere, auspicabilmente, attraverso il dialogo e la dialettica.

war-is-over

Pablo Picasso – Jeux des pages

Il percorso si svilupperà attraverso tre temi principali. Innanzitutto, il tema “Vecchi e nuovi miti” approfondirà le suggestioni e le idee che nel passato hanno caratterizzato il conflitto e, in alcuni casi, dato vita a diverse forme di mitologia. In secondo luogo, “Teatri di guerra. Frontiere e confini”, una rilettura in chiave artistica, naturalmente, dell’immagine di guerra. Infine il filone “Esercizi di libertà” guarderà al futuro, affidando all’arte stessa l’occasione di trovare libertà nella creatività.
A impreziosire l’esposizione interverranno le installazioni realizzate da Studio Azzurro, quattro in tutto, in quattro diverse location del museo: la scala di collegamento tra i tre piani dell’area espositiva, la sala d’ingresso, il corridoio del primo piano e, per concludere (letteralmente) in bellezza, anche la lastra funeraria di Guidarello Guidarelli sarà valorizzata da un allestimento ad hoc.

Il confronto è ciò che dà vita al percorso della mostra: l’ordine cronologico verrà volutamente messo da parte per dare spazio a collegamenti più armonici e spontanei, nonché all’indipendenza e all’attualità dei temi di ogni opera presente in mostra.

Tra i circa 60 artisti in mostra figurano nomi quali: Marina Abramović, Alberto Burri, Christo, Giorgio De Chirico, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Filippo Tommaso Marinetti, Mimmo Paladino, Pablo Picasso, Michelangelo Pistoletto, Andy Warhol e molti altri.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti:
http://www.mar.ra.it/ita/
FB: Mar – Museo d’arte della città di Ravenna
Tel: 0544 482487

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Le Fender Vintage alla conquista di Ravenna fino al 24 giugno http://weekrablog.altervista.org/2018/06/fender-vintage-ravenna/ Wed, 20 Jun 2018 14:42:45 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3076 È arrivata il 16 giugno Fender Vintage, un’esclusiva mostra dedicata alle leggendarie chitarre, simbolo senza tempo della musica e del rock ‘n roll…ma non solo. L’esposizione, parte del programma di Ravenna Festival 2018, contiene ben 110 modelli, che potremo scoprire e riscoprire fino a domenica 24 giugno, a Palazzo Rasponi grazie al contributo di Mario [...]

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È arrivata il 16 giugno Fender Vintage, un’esclusiva mostra dedicata alle leggendarie chitarre, simbolo senza tempo della musica e del rock ‘n roll…ma non solo.

L’esposizione, parte del programma di Ravenna Festival 2018, contiene ben 110 modelli, che potremo scoprire e riscoprire fino a domenica 24 giugno, a Palazzo Rasponi grazie al contributo di Mario Boccaccini.

fender-vintageUn piacere per musicisti, appassionati, semplici curiosi. Il corpo della mostra nasce con la collaborazione di Flavio Camorani e Michela Taioli, impegnati collezionisti, che hanno messo a disposizione del pubblico le chitarre da loro possedute attraverso la creazione del Fender Vintage Museum, nato per celebrare gli anni d’oro della produzione di questi meravigliosi oggetti. Chitarre e bassi, realizzati a mano, esempi raffinati di artigianato e cura dei dettagli. Una collezione che comincia a formarsi negli anni ’70 e che è diventata, ad oggi, un’esposizione unica nel suo genere per numeri e rarità.

Gli esemplari esposti a Palazzo Rasponi fanno proprio parte dell’eccellenza del marchio: tutti sono datati tra il 1946 e il 1974. Fu proprio in quest’anno che la società fu ceduta e Leo Fender, insieme al suo team, si ritirò dal settore. Ne deriva un cambiamento – in peggio – di materiali, vernici, qualità.

Sarà proprio questo a caratterizzare le Fender “Vintage”: una fattura eccellente, legni invecchiati e deresinati per trent’anni, tutta la competenza e la manualità di artigiani esperti. Un’esperienza completa e profonda per chi suona e chi ascolta, chitarre di carattere, ognuna con la propria personalità.

È anche e soprattutto questo a rendere la mostra e il museo così speciali: le Fender che ci troviamo di fronte sono letteralmente custodi di un suono inimitabile, unico e, grazie a chi ha realizzato il progetto, pubblico.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 15 alle 19; mentre sabato, domenica e festivi è visitabile dalle 11 alle 19. Ingresso libero e gratuito. Si trova a Palazzo Rasponi, all’interno della maestosa Sala delle Feste.

Per ulteriori informazioni: visita il sito di Ravenna Festival e leggi gli aggiornamenti su Facebook.

 

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Chi l’avrebbe detto mai: intervista a Davide Montanari (Radio Fuori Luogo) http://weekrablog.altervista.org/2018/05/chi-lavrebbe-detto-mai-intervista-davide-montanari-radio-fuori-luogo/ Thu, 24 May 2018 08:28:05 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3065 L’estate è alle porte: arriva il caldo, la voglia di mare, di divertimento e degli happy hour. Oggi andiamo alla scoperta dei Radio Fuori Luogo, progetto cantautoriale di Davide Montanari, e dell’album di debutto “Chi l’avrebbe detto mai!”. I nostri lettori più fedeli avranno sicuramente compreso la nostra mission, che include anche l’andare a scovare [...]

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L’estate è alle porte: arriva il caldo, la voglia di mare, di divertimento e degli happy hour. Oggi andiamo alla scoperta dei Radio Fuori Luogo, progetto cantautoriale di Davide Montanari, e dell’album di debutto “Chi l’avrebbe detto mai!”.

I nostri lettori più fedeli avranno sicuramente compreso la nostra mission, che include anche l’andare a scovare nuovi talenti artistici nel territorio ravennate. Può capitare, però, di uscire dai confini e questa volta siamo arrivati a Fano, nelle Marche.

Sono riuscito ad ascoltare l’album, come spesso sta accadendo ultimamente, durante una delle mie sporadiche sessioni di jogging.
Sì. So cosa state pensando, ma fare attività fisica è l’unico momento in cui non ci sono motivazioni valide per non ascoltare musica. Basta usare delle buone cuffie.

Ma andiamo avanti. Già dai primi secondi si intuisce lo stile che accompagnerà tutto l’album di Davide Montanari. L’ukulele qui la fa da padrone, dando un carattere esotico e allo stesso tempo creando nei pezzi una struttura stabile. Non mancano batteria, chitarre e fisarmonica. Mi è piaciuto l’utilizzo dell’elettronica, tra synth ed effetti vari, presente eppure mai di troppo.

Difficile dare un genere a Chi l’avrebbe detto mai!: a volte i richiami al reggae sono piuttosto chiari, però ci sono molti altri stili che, assieme ai numerosi cambi di ritmica, rendono il prodotto abbastanza eterogeneo. Ed è un bene.

Davide Montanari (Radio Fuori Luogo)

Davide Montanari.

Tra le influenze musicali più rilevanti, si legge nella biografia, si trovano Rino Gaetano, Guccini, Fabrizio e Cristiano De Andrè, Finardi e Camerini. La formazione impiegata in sala di registrazione è composta da Davide Montanari (voce, ukulele, cori), Stefano Dionigi (tastiere, chitarre, programmazioni, cori) e Nicoleta Carmanschi (cori). I testi sono stati scritti insieme a Manuel Scrofani.

Chi l’avrebbe detto mai! è un album brillante, fatto dai giovani per i giovani; pur trattando a volte questioni di interesse sociale, mantiene un carattere allegro e spensierato. È bello da ascoltare ma forse, come per gli España Circo Este, la resa è sicuramente molto più forte dal vivo.

Abbiamo chiesto a Davide di spiegarci meglio alcune cose, e queste sono state le sue risposte.


Come nasce Radio Fuori Luogo?

«Il progetto nasce dal mio incontro puramente casuale con il paroliere Manuel Scrofani, nel fine serata di un capodanno di quasi una decade fa. Tra fiumi di parole ci accorgemmo della comune passione per la scrittura ed eravamo d’accordo sul fatto che nella musica italiana contemporanea mancasse un progetto cantautorale impegnato ma allo stesso tempo scherzoso e che soprattutto trasmettesse un messaggio di speranza, sempre e in ogni caso.
Radio Fuori Luogo nasce quindi dalla volontà di dare voce e speranza a tutte quelle persone che non hanno la forza, il coraggio o semplicemente la possibilità di farlo; questa è la spiegazione del termine ‘Radio’. Per quanto riguarda le parole ‘Fuori Luogo’, sono riferite a tutte quelle voci fuori dal coro, che non hanno una collocazione o bandiera precisa, ma vogliono cambiare, e che sempre si sono sentite straniere in una società imprigionata nella sua finta libertà.»

Come prendono forma le canzoni?

«Tutti i testi sono nati dagli incontri con persone conosciute durante il nostro cammino, anche semplicemente da conversazioni fatte in strada. Generalmente le canzoni vengono costruite attorno ad una sole frase o parola che mi colpisce particolarmente, e poi viene sviluppato tutto il resto.»

Chi l'avrebbe detto mai! - Radio Fuori Luogo (cover)

La copertina dell’album.

Perché l’ukulele?

«La scelta dell’ukulele è nata praticamente per gioco; quando ero in preda a 40 di febbre ho iniziato a strimpellarlo ed è nata “Hawaii”.
Da lì ho avuto l’illuminazione di registrare un intero album con l’ukulele, il che poteva essere un azzardo, ma l’allegria e la spensieratezza dell’ukulele formava un bel contrasto con i testi, e a mio parere il giusto equilibrio.»

Prossimi appuntamenti?

«Sto organizzando delle date nei locali estivi con il gruppo, ma anche delle date improvvisate in strada con il Tacabanda, in esibizione oneman band più il mio fedele compagno Claudio, il mio cane ahahaah!»


Le canzoni sono scritte in italiano e i testi sono liberamente consultabili su questa pagina.
L’album è disponibile in digital download e in streaming sulle principali piattaforme online. Per ulteriori informazioni potete dare un’occhiata sul sito ufficiale.
Se volete restare in contatto con Davide Montanari ci sono anche Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.

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Camera Work Off: quando un concorso fotografico diventa mostra http://weekrablog.altervista.org/2018/05/camera-work-2018-off/ Thu, 17 May 2018 18:45:58 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3047 Dal 18 al 27 maggio il centro storico di Ravenna si animerà per ospitare il circuito Off del concorso fotografico Camera Work, organizzato da Palazzo Rasponi 2.

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Dal 18 al 27 maggio il centro storico di Ravenna si animerà per ospitare il circuito Off del concorso fotografico Camera Work, organizzato da Palazzo Rasponi 2.

Vi avevamo già parlato di Camera Work, il concorso fotografico made in Ravenna che focalizza tutte le attenzioni sui giovani artisti under 35. Quest’anno si è svolta appena la seconda edizione, quindi parliamo di una creazione fresca fresca.

Il tema era “Quaderni di viaggio” e consentiva una certa libertà di scelta da parte del fotografo, perché si poteva applicare la parola viaggio nel suo senso letterale oppure affidarsi a metafore e definizioni più astratte. Questo concorso è stato accolto con grande entusiasmo dai suoi partecipanti e quello che ne è venuto fuori è stato un insieme di progetti di altissima qualità.

Talmente tanta qualità che, oltre ai canonici primi tre classificati, sono stati nominati tantissimi quarti ex aequo (se vi siete persi la classifica la potete trovare qui). E non è tutto, perché gli organizzatori di Camera Work hanno deciso di dare un po’ di spazio anche a molti fotografi che, pur non essendosi piazzati tra i primi quattro posti, avevano prodotto dei progetti che meritavano di essere visti.

Al Mercato - Roberto Turturro

“Al mercato” (Roberto Turturro).

È qui che nasce, quindi, il circuito Off: un insieme di tanti mini-progetti che possiamo definire “fuori concorso” ma che formano un vero e proprio festival di fotografia. Ad ospitarli sono i locali di tutto il centro storico di Ravenna, creando ognuno un’ambientazione a sé che si integra con lo stile delle foto lì esposte.

«Con questa novità si verrà a creare un percorso non solo fisico, ma anche ideale tra lo spazio espositivo PR2 e il Mar che ospita la personale di Alex Majoli. Un incontro fra giovani artisti della fotografia e un grande professionista di fama mondiale che sarà di reale interesse e molto stimolante». Questo è l’essenza del circuito Off di Camera Work secondo l’assessora alle Politiche giovanili Valentina Morigi.

Artisti esposti

Emanuele Dainotti: AlephFresco, Cocktails & Tapas (via IV Novembre, 51/53)
Roberto Simonte: Maya’s BeachesFargo (via Girolamo Rossi, 17)
Giulia Lazzaron: Light in city lifeCaffè Letterario (via Armando Diaz, 26)
Michele Spatari: AtopiaCaffè Letterario (via Armando Diaz, 26)
Gaetano Massa: Hip Hop Kemp FestivalGrinder Coffee Lab (via di Roma, 178)
Davide Magelli: Viaggio attraverso la mia cameraGrinder Coffee Lab (via di Roma, 178)
Roberto Turturro: La giusta direzioneCaffè dell’Antica Zecca (via Antica Zecca, 14/16)
Ruggero Lambo: Geometrie interioriIl caffè del Teatro (via Angelo Mariani, 1)
Ilario Caliendo: (SENZA TITOLO)Il caffè del Teatro (via Angelo Mariani, 1)
Luisa Antonangeli: IntoL’Alighieri (via Mario Gordini, 29)
Dalila Baldrati: ApostrofiBaldovino (via Tombesi dall’Ova, 9)
Diletta Allegra Mazza: Storia di D.Porta Sisi Cafè (via Giuseppe Mazzini, 68)
Daniele Aguzzoli: Matte BlackIl Nazionale (piazza del Popolo, 28)
Simone Enei: Cammini verticaliFellini Scalinocinque (piazza Kennedy, 15)
Simona Nasta: SENZA TITOLOIl Roma (piazza del Popolo, 17)
Chiara Sardelli: Riscoprire l’essenzialeIl Roma (piazza del Popolo, 17)
Jessica Francesconi: Ultreya et SuseyaCaffetteria Guidarello (via Giuseppe Pasolini, 21/A)
Michela Fabbrocino: CamminoCaffetteria Guidarello (via Giuseppe Pasolini, 21/A)

Quanta strada è stata fatta - Roberto Turturro

“Quanta strada è stata fatta” (Roberto Turturro).

Sono stati organizzati numerosi eventi, ogni giorno in un locale diverso del circuito, per tutta la durata dell’Off a cui vi invitiamo caldamente a partecipare perché ne vale davvero la pena. Per il programma completo potete dare un’occhiata qui.

Per cominciare potrebbe essere un’ottima idea quella di partecipare all’inaugurazione della mostra collettiva dei quarti classificati e del circuito Off di Camera Work, che si terrà venerdì 18 maggio alle ore 18:00 presso la sala espositiva di Palazzo Rasponi 2 (Via Massimo D’Azeglio, 2 – Ravenna).

Per maggiori informazioni potete visitare il sito internet o la pagina Facebook di Palazzo Rasponi 2.

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Esco un attimo con le Storie della domenica http://weekrablog.altervista.org/2018/04/esco-un-attimo-linda-traversi-storie-domenica/ Mon, 30 Apr 2018 10:52:23 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3035 Capita spesso di trovarsi di fronte a una scrittrice, così come capita spesso di imbattersi in un’artista, ma incontrare una persona che sperimenta entrambi i campi non è così scontato. Eppure è questa Linda Traversi: l’autrice di un romanzo (Esco un attimo, edito da Luoghi interiori) e di una particolare mostra fotografica (Storie della domenica). [...]

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Capita spesso di trovarsi di fronte a una scrittrice, così come capita spesso di imbattersi in un’artista, ma incontrare una persona che sperimenta entrambi i campi non è così scontato. Eppure è questa Linda Traversi: l’autrice di un romanzo (Esco un attimo, edito da Luoghi interiori) e di una particolare mostra fotografica (Storie della domenica).

Dicotomie

Linda Traversi è toscana di nascita e romagnola d’adozione. Padre italiano e madre statunitense. E come si diceva sopra, le piace scrivere ma anche fare foto. Da pochi mesi, inoltre, Linda si trova alle prese con un doppio esordio. Ha pubblicato il suo primo romanzo, Esco un attimo, mentre tra qualche giorno inaugura una mostra tutta sua a Faenza. Per non farsi mancar nulla, quindi, anche la sua emozione è doppia

Esco un attimo a scrivere un libro

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La copertina del romanzo Esco un attimo

Andiamo per gradi e iniziamo dalla Linda scrittrice. 29 ottobre 2017, Premio Letterario Città di Castello. Quando viene chiamato il secondo classificato Linda sente il suo nome. Giunta sul palco le viene chiesto se è delusa per non aver vinto. Linda risponde “Per niente!” e per una settimana non ha praticamente più dormito.
I primi due classificati del premio vengono pubblicati e così Linda dà alle stampe il suo Esco un attimo. Il romanzo narra la storia di Giada, una donna forte e indipendente che pensa ormai di aver trovato la propria strada, ma le cui sicurezze verranno presto minate da alcuni eventi. Dal Giappone torna a casa, in Italia, dove è costretta a fare i conti con le proprie origini e la propria vita. E di più non vi dico, altrimenti si rischia di fare spoiler…
Linda Traversi, dopo aver presentato il libro a Todi, ora si racconta il suo romanzo a Ravenna. Il 4 maggio è ospite a Liberamente Libri (in viale Alberti) e il 25 maggio è al Caffé del Ponte Marino (in via Ponte Marino).

Una foto, un pensiero e le Storie della Domenica

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Una delle foto di Storie della Domenica

L’esordio, però, è doppio. Infatti il 10 maggio Linda inaugura a Faenza la mostra Storie della Domenica presso il ristorante Olè – Tapas e Vino (via Marescalchi). Ma cosa sono le Storie della Domenica? “Le Storie sono nate da quando ho un smartphone”, scherza Linda. Tutto parte da una foto che innesca una serie di pensieri e personaggi che danno vita a un breve racconto. Linda inizia così a pubblicare i suoi foto-racconti su Instagram, per un totale di 5 o 6 episodi che portano a compimento ciascuna storia.
“Ho scritto un paio di storie e ho raccolto un discreto successo”, spiega l’autrice. Talmente successo che il proprietario di Olè – Tapas e Vino la contatta e le propone di esporre le sue opere foto-letterarie nel proprio locale.
Le Storie della Domenica escono dunque dai social per entrare nel mondo reale. Dentro al locale le foto saranno accompagnate dai racconti, proprio come su Instagram. Un invito ad alzare la testa dallo schermo del telefono e ammirare la storia che ci sta intorno.

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Lo(w) fai o non lo fai: il nuovo video di Elia http://weekrablog.altervista.org/2018/04/low-fai-video-elia-agostini/ Fri, 27 Apr 2018 09:41:30 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3028 È uscito il 24 aprile il nuovo brano (e il nuovo video) di Elia, il giovane cantautore di Alfonsine che avevamo intervistato qualche tempo fa. La sua nuova canzone si chiama Lo(w) Fai. La canzone, sfornata pochi mesi dopo A Bobine, si contraddistingue per un ritmo molto vivace e solare. Il videoclip è stato registrato [...]

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È uscito il 24 aprile il nuovo brano (e il nuovo video) di Elia, il giovane cantautore di Alfonsine che avevamo intervistato qualche tempo fa. La sua nuova canzone si chiama Lo(w) Fai.

La canzone, sfornata pochi mesi dopo A Bobine, si contraddistingue per un ritmo molto vivace e solare. Il videoclip è stato registrato ad Alfonsine, negli spazi del cinema Gulliver, sotto l’occhio attento di Federico Randi, produttore e in questo caso anche regista di Elia.

 

Nel video (dentro e fuori)

Oltre a Elia Agostini (chitarre, synth, tastiere e voci), hanno suonato in Lo(w) Fai anche Andrea Nati alla batteria, Andrea Valentinotti al basso e Arianna Pasini ai cori. Nel video compaiono anche Camilla Mancini e il corpo di ballo dell’Associazione Passi di Danza. Tutti truccati da Eleonora Zanoni.

Dato che non è mia intenzione raccontarvi il significato del brano e darvi strane spiegazioni sulla composizione del testo, non mi resta che scrivervi: buon ascolto.

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Andante: il ritmo delle immagini di Alex Majoli http://weekrablog.altervista.org/2018/04/andante-alex-majoli/ Wed, 25 Apr 2018 15:09:14 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3018 Andante: andante come un viaggiatore che procede per la sua strada, andante come una musica dal ritmo quieto, ma comunque potente. "Andante" come la mostra del fotografo Alex Majoli, inaugurata lo scorso 14 aprile al Mar - Museo d'Arte della città di Ravenna.

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Andante: andante come un viaggiatore che procede per la sua strada, andante come una musica dal ritmo quieto, ma comunque potente. Andante come la mostra del fotografo Alex Majoli, inaugurata lo scorso 14 aprile al Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna.

Dopo le soddisfazioni di Montezuma, Fontana, Mirko – La scultura in mosaico dalle origini a oggi e il viaggio nella cultura grafica italiana con Licalbe Steiner, il museo torna alla fotografia con un nome presente nell’albo della prestigiosa agenzia Magnum Photos.

andanteAlex Majoli non ha scelto a caso questo titolo, che rispecchia con profondità e onestà le sale di questa mostra, risultato di oltre trent’anni di attività. Come espressamente suggerito dallo stesso fotografo, tuttavia, Andante non si tratta di una retrospettiva. La mostra ha un proprio ritmo, alcuni fili conduttori, a volte chiari, altre meno.

Sta anche all’osservatore trarre le proprie conclusioni, vedere una propria e personale versione di ciò che trova esposto di fronte a sé. Majoli è un fotografo che viaggia, esplora, raggiunge le zone del globo più in difficoltà, rappresenta i continenti nella loro crudezza più esplicita.

Tra guerre, ribellioni, dolore e lacrime, non chiude comunque la porta al tema dell’amore, della poesia, della fantasia.
Queste fotografie sono come quadri: non importa dove, non importa come, sono state realizzate. Non per raccontare una storia, come Majoli stesso asserisce, perché non hanno questa “pretesa”. Ma per suggerire qualcosa, in alcuni casi urlandolo a piena voce, in altri sussurrando con discrezione.

Dei tre piani totali, i primi due sono stati pensati su misura per il Mar e le sue sale. Come detto, il percorso ha un proprio senso, una direzione adattata agli spazi a disposizione, mentre ci porta in tutto il mondo, dall’Italia alla Russia, dalla Cisgiordania al Congo, dalla Cina all’Egitto. Questa indagine della condizione umana porta Majoli a inserirsi chirurgicamente nei contesti in cui si trova, mostrando e mostrandosi. Niente “zoom” per il precoce fotografo ravennate, soltanto autenticità, presenza, coraggio di mettersi volontariamente nell’occhio del ciclone.

Il risultato di questo metodo è una serie di immagini intense, che quasi trafiggono per la loro forza. Altre ci trasportano all’interno del proprio movimento, del proprio ritmo. Altre ancora ci portano a immedesimarci nei soggetti o, in alcuni casi, anche nello stesso fotografo.

andanteIl terzo piano della mostra è presentato come progetto a parte, curato da Diane Dufour, direttrice del Museo LE BAL di Parigi, David Campany, uno dei massimi curatori a livello mondiale di allestimenti fotografici, e Cyrill Delhomme, sempre del Museo LE BAL di Parigi: Scene.
In queste sale la teatralità dell’esperienza fotografica diventa centrale: con l’aiuto dei suoi assistenti, Majoli monta dei flash molto potenti prima di scattare, ovunque si trovi. In mezzo a una strada, in un locale, in Brasile, in Congo, in Corea del Sud, in Europa. I suoi soggetti, a quel punto, possono decidere se prestarsi allo scatto, se cambiare atteggiamento, se dileguarsi semplicemente.
Una sorta di performance d’ispirazione pirandelliana, una rottura sfacciata della quarta parete, un esperimento più che riuscito.
Con i flash e il bianco e nero, anche il giorno diventa notte nelle fotografie. I “personaggi” e il “palcoscenico” rimangono fissati, sublimati dalla forte luce artificiale.

Andante rimarrà fino al 17 giugno 2018, visitabile dalle 9 alle 18 dal martedì al sabato e dalle 11 alle 19 la domenica. La biglietteria chiude un’ora prima.

Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a visitare il sito del Mar.

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Il viaggio nel tempo dell’Uomo a Vapore http://weekrablog.altervista.org/2018/04/viaggio-uomo-vapore/ Thu, 12 Apr 2018 07:00:01 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=2998 "Uomo a Vapore" è uno pseudonimo e uno spettacolo. Uno pseudonimo per Fiorenzo Mengozzi, batterista e percussionista. Uno spettacolo sempre per lui, Fiorenzo Mengozzi, che ha deciso di scalare un livello facendo una scommessa contro se stesso: mettere in scena la sua idea, la sua riflessione.

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Uomo a Vapore è uno pseudonimo e uno spettacolo. Uno pseudonimo per Fiorenzo Mengozzi, batterista e percussionista prestato a vari ed eventuali generi. Uno spettacolo sempre per lui, Fiorenzo Mengozzi, che ha deciso di scalare un livello facendo una scommessa contro se stesso: mettere in scena la sua idea, la sua riflessione.
Se il nome vi suona familiare, ecco il perché: abbiamo conosciuto l’Uomo a Vapore prima di conoscere Uomo a Vapore. Chiaro? No? Leggete l’intervista che abbiamo fatto proprio a lui, Fiorenzo Mengozzi, per rinfrescarvi la memoria.
Poco dopo aver fatto due chiacchiere con l’autore, abbiamo assistito alla replica andata in scena sabato 3 marzo, al Teatro Socjale di Piangipane. E non siamo rimasti delusi.

uomo-a-vaporeIn questo spettacolo c’è tutto: c’è il passato, c’è il presente, c’è perfino una timida occhiata al futuro. Ma in particolare ci sono due elementi che convivono e si reintegrano a vicenda: musica e parole. Due facce della stessa medaglia in questo caso, entrambe ben calibrate per non peccare di squilibrio in nessuno dei due sensi.
Uomo a Vapore è uno spettacolo musicale, non musicato: la colonna sonora si sposa con le parole di Roberto Mercadini, non a caso nate dalle suggestioni e dai pensieri di chi per primo – Mengozzi – è partito realizzando un insieme di musiche e suoni che solo in seguito sarebbe diventato un vero e proprio spettacolo.

Un’avventura interessante, uno spunto di riflessione, un bel viaggio nel tempo e, attraverso alcuni testi, anche nello spazio. I suoni meccanici riprodotti nel corso dello spettacolo trascinano l’attenzione alla realtà, mentre si mescolano alle suggestioni dei musicisti. Intanto, un ironico, creativo e divertente Mercadini si cimenta con gli stessi temi che hanno ispirato l’idea stessa alla base di Uomo a Vapore.
Che ne sarà di noi? O piuttosto, che ne è di noi…adesso?

Attraverso aneddoti personali, storie di documentazione, riflessioni pure e semplici, Mengozzi e Mercadini ci trasportano con abilità e gradualità al loro punto di vista, quello più giusto: una sana via di mezzo. Non automi, non trogloditi. In pari, sebbene con il beneficio del dubbio. Ma come fare?
uomo-a-vaporeQuello della tecnologia e del suo impatto sulla società è un argomento spinoso e profondo, su cui gli accademici di tutto il mondo spendono parole e pagine. Noi, per una sera, l’abbiamo affrontato con la musica.

Quindi, qual è la risposta? Esiste davvero un modo di convivere con la rivoluzione digitale senza rimanerne travolti? Il bello di Uomo a Vapore è proprio questo: non dà la risposta, dà la sua risposta. Quella di Mengozzi, quella di Mercadini. Un punto di vista, un suggerimento.

Poi suvvia, ognuno la pensa come vuole.
Noi la pensiamo come loro.
Volete sapere perché?
Dovrete scoprirlo voi stessi, andandoli a vedere, sentire e ascoltare.

Quando?
Sabato 14 aprile al Teatro Comunale di Cesenatico.

Buona visione. Buon ascolto.

 

Per informazioni su Uomo a Vapore e sui prossimi appuntamenti:
www.uomoavapore.com
Facebook: Uomo a vapore

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Ibrida Festival 2018: le arti intermediali partono da Forlì http://weekrablog.altervista.org/2018/04/ibrida-festiva-2018-intervista/ Tue, 10 Apr 2018 06:41:26 +0000 http://weekrablog.altervista.org/?p=3006 A Forlì, dal 5 al 13 maggio 2018, si terrà la terza edizione di Ibrida, festival internazionale delle arti intermediali, animando la città di videoinstallazioni, allestimenti e spettacoli dal vivo. Guarda la nostra intervista!

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A Forlì, dal 5 al 13 maggio 2018, si terrà la terza edizione di Ibrida, festival internazionale delle arti intermediali, animando la città di videoinstallazioni, allestimenti e spettacoli dal vivo.

Davide Mastrangelo e Francesca Leoni, oltre a essere i direttori artistici del Festival, sono anche videoartisti e videoperformer, ovvero sono sia gli autori che gli interpreti dei loro progetti incentrati sull’opera audiovisiva.

Con un vasto portfolio alle spalle e tanta esperienza sul campo, un giorno hanno deciso di portare alla luce il loro grande sogno: trasformare la loro città, Forlì, in un importante luogo di ritrovo per videoartisti internazionali e gli amanti della videoarte.

Nasce così nel 2015 “Reazione”, una versione sperimentale di quello che poi, qualche anno più tardi, si è evoluto in quello che oggi conosciamo come “Ibrida Festival”, che quest’anno raggiunge la terza edizione.
Un festival “giovane”, dunque, ma che ha già dimostrato la grinta di un format che non può che continuare a crescere sempre di più.

Il festival è organizzato da Vertov Project, un’associazione di promozione sociale che si occupa anche della produzione e della promozione di film, audiovisivi e spettacoli intermediali, oltre alla coordinazione di incontri e corsi incentrati sul vasto mondo dell’arte visiva.

Incuriositi dal progetto “made in Romagna” abbiamo chiesto a Francesca e Davide di raccontarci qualcosa di più di Ibrida e della videoarte in generale (perché un po’ di ripasso non fa mai male).

YouTube Video

 

Ibrida Festival si terrà a Forlì presso la Fabbrica delle Candele (piazzetta Corbizzi, 9-30) dal 5 al 13 maggio 2018. Per ulteriori informazioni: Vertov ProjectIbrida Festival

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