Musica

España Circo Este e le loro “Scienze della Maleducazione”

Un giorno apro il mio Facebook e, scorrendo la timeline delle persone/pagine che seguo, trovo un post condiviso da un amico, al cui interno c’è un link a un video che in copertina mostra delle persone con gigantesche maschere di animali (tra cui c’è pure un piccione). A quel punto guardo che razza di roba possa essere e trovo subito la risposta: España Circo Este.

Si tratta di un gruppo musicale nato nel 2013, con diverse centinaia di concerti live alle spalle, associabile alla musica indipendente ma difficilmente classificabile, se siamo abituati ad assegnare un genere musicale unico e definitivo; loro stessi lo chiamano “tango-punk”, ma penso che sia più che altro una strategia commerciale.
In formazione troviamo Marcelo (voce e chitarra), Matteo (fisarmonica e violino), Ponz (basso) e Jimmy (batteria); gli ultimi tre hanno anche un microfono per supportare il cantante con i cori.

Questi ragazzi riescono a pubblicare un EP (Bucatesta, 2013), un album (La Revolución del’Amor, 2015) e un singolo (Margherita Mia, 2015). Dopo, tra un palco e l’altro, finiscono ospiti a una puntata di Caterpillar su Rai Radio2 e fanno una comparsa in TV, in una puntata di Tutto Può Succedere (Rai1).

Ma torniamo al video del piccione gigante. Ho scoperto che si tratta di un videoclip promozionale (Lo Stomaco e il Bullone) che serve a dare un assaggio al pubblico in vista dell’imminente uscita del loro secondo album il 20 gennaio, che si chiamerà Scienze della Maleducazione. In occasione dell’uscita del disco verrà inaugurato anche il nuovo tour, che per celebrare appieno le origini romagnole della band, partirà proprio a Cesena il 20 gennaio, presso il Vidia Club (per i biglietti, qui).

Sono riuscito a mettermi in contatto con Gianluigi Potenza – il manager del gruppo – che mi ha gentilmente permesso l’accesso all’album in anteprima. Al suo interno troviamo 10 brani di una durata media di 3 minuti. I pezzi sono tutti diversi, con un genere a volte ska, a volte reggae, a volte con qualche puntina di disco spagnola.
Ho trovato molto particolari gli assoli lasciati al violino e alla fisarmonica, oltre alle varie sperimentazioni effettistiche (tra i più utilizzati sicuramente compressori e distorsori molto spinti) sia sulla voce che sugli altri strumenti.

Insomma, un album sicuramente interessante, che va a spezzare un po’ lo schema della musica popolare, per dare all’ascoltatore energia alternativa. Probabilmente è più un CD che si comprerebbe dopo un live, piuttosto che nei negozi di dischi – dopotutto stiamo parlando di un gruppo che è orientato quasi esclusivamente sui concerti dal vivo – ma ha comunque tutte le carte in regola per riservarsi un posticino nella propria CDteca, nel reparto “emergenti”.

A noi di WeeKra piace darci da fare e quindi abbiamo posto qualche domanda a Marcelo, cantante della band, che è stato ben felice di risponderci.


Come è stato reso possibile l’incontro dell’Argentina con l’Italia? Come è iniziato tutto?

Marcelo: «Italia e Argentina si sono incrociate in viaggi che ho fatto. Sono sempre stato affascinato dal Latino America e mi sono sempre detto: “un giorno vivrò qui…” e così è andata! L’Argentina è un paese pazzesco e quando ci passi quasi due anni ti cambia anche se non vuoi. Al mio ritorno, da questo e da altri continenti ed esperienze, Italia ed Argentina si sono incontrate.»

Perché nel video de “Lo stomaco e il bullone” indossate una maschera?

M: «Il disco è un manuale per riprenderci, per sottolineare quanto non abbia senso rincorrere ideali di bellezza e di perfezione dati da dei modelli imposti o da “must” che la società ci suggerisce continuamente. Citare Orwell in questo video ci sembrava un buon modo per sottolineare questo sogno antropomorfo completamente distorto e inutile che ci siamo costruiti e che purtroppo stiamo inseguendo.»

© Marianna Fornaro, 2016.

Qual’è il processo creativo dei brani? Nascono prima la musica o le parole?

M: «Vivendo la quotidianità. Ogni secondo succede qualcosa nella nostra realtà e le cose più importanti restano, si sedimentano; sedimentandosi succede che attorno a loro crescono pensieri, frasi e idee che noi circondiamo di note e così si crea una semicanzone. Dopo di che ci chiediamo se questa semicanzone spacca… se la risposta è sì quella semicanzone, con qualche accorgimento, diventa una canzone.»

Che cos’ha di diverso il nuovo album rispetto al precedente?

M: «Tantissimi km sulle spalle e l’esperienza dell’Europa. Il tour europeo ci ha resi un po’ più sicuri di noi, di quello che facciamo e del messaggio in cui crediamo. Le tendenze e le mode italiane spaventano molto i musicisti che cercano di portare avanti qualcosa che abbia a che fare con il punk, il reggae e la musica word. L’aver suonato in tutta Europa c’ha permesso di capire che il problema era solo nostro e che se credi a qualcosa devi solo suonarla più forte e più incazzato. Questo ha il disco nuovo, è suonato più forte e più incazzato…»

Viaggiate molto… come fate a gestire la vita personale fuori dal palco?

M: «Litigando con morose, famiglie e impegni. È l’unico modo.»

Espana Circo Este (Aula). © Marianna Fornaro, 2016.

© Marianna Fornaro, 2016.

Nella vostra esperienza fino ad oggi, rendono di più i concerti dal vivo o la vendita dei dischi?

M: «Non sono un discografico e penso che non avrò mai la voglia di capire realmente e a fondo il mondo della discografia. Noi suoniamo e viaggiamo. Questo è quello che pensiamo di saper fare e che vogliamo fare. Evidentemente è anche quello che ci fa sopravvivere. Diciamo che ai concerti vendiamo molti dischi…»

Cosa ne pensate riguardo lo streaming musicale? Vi troveremo sulle principali piattaforme online?

M: «Certo. Penso che lo streaming musicale rappresenti una delle meraviglie che la rete ha portato in questo decennio. Siamo online e saremo sempre online con la nostra musica. La cosa importante è che la gente continui a uscire, continui ad andare ai concerti e continui ad aver voglia di stare insieme condividendo esperienze magnifiche come quelle dei live… una cosa del genere non si potrà mai trovare in streaming, neanche fra cinquant’ anni.»


Per chi fosse interessato, ricordiamo che Scienze della Maleducazione verrà pubblicato il 20 gennaio 2017 e, come ci ha confermato il nostro Marcelo, sarà disponibile anche online per l’acquisto digitale e lo streaming.
Potete seguire la band tramite i canali social (Facebook, Twitter e Instagram) o sul loro sito ufficiale.

Informazioni sull'autore

Roberto Turturro

Roberto Turturro

Nerd, musicista, fotografo.
Sono un amante del dettaglio e delle piccole cose.
Ogni tanto mi perdo a fantasticare su un mondo immaginario in cui gli artisti emergenti riescono ad avere il successo che meritano.